Blog di Dante Paolo Ferraris

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Due passi per Madrid

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madridDoveva essere un regalo di compleanno, ma inizia malissimo, un sms dell’Aliltalia mi raggiunge in piena notte, il volo è annullato.
Mi prende un attimo di sconforto, tanto da chiamare inutilmente l’Alitalia, l’ufficio informazioni dell’aeroporto mi dice che a loro non risulta annullato.
Avviso il mio compagno di viaggio, che sapevo fare le ore piccole, in quanto festeggiava il compleanno con gli amici in una discoteca.
Concordiamo che ci saremo visti in mattinata per andare in Agenzia di viaggio a e decidere il da farsi.
Torno nel mio letto, pensieroso, anzi lascio il divano ove dormivo per andare nel letto, in quanto il letto lo avevo lasciato a disposizione del mio compagno di viaggio che avrebbe dovuto raggiungere la mia abitazione in piena notte, se non vi fosse stato questo cambio di programma.
Al mattino raggiungiamo insieme l’Agenzia e compro due nuovi biglietti di A/R con un'altro vettore, questa volta l’Iberia.

Un volo tranquillo, sereno, si chiacchiera del più e del meno fino all’avvenuto atterraggio.

L’aeroporto di Barajas di Madrid è veramente bello e immenso, prendiamo un taxi e ci facciamo portare all’ albergo che avevamo prenotato.
Il taxista, cortesissimo ci racconta di Madrid e con lui apprendiamo molte cose sulla capitale spagnola, il mio pessimo spagnolo pare essere sufficiente e riesco a comprenderlo abbastanza bene se parlato scandendo le parole.

L’albergo è molto carino, in pieno centro, confortevole, alla reception ci accolgono con un sorriso, saliamo in camera, piccola ma confortevole.
Accendo la tv, c’e uno spot di una associazione di volontariato, nella quale militiamo tutti e due e che ci ha fatto conoscere. Bello mi sento come a casa.

Facciamo due passi a vedere Madrid di sera, fantastica, vivace, colorata e giovane. E’ qui che è nata la MOVIDA, quale segno di emancipazione e riscatto, senso di autonomia di un popolo che dopo 40 anni di sottomissione alla dittatura ultraconservatrice, con la morte del generalissimo scoprono i movimenti culturali, liberali e antiautoritari che avevano caratterizzato da decenni il resto dell’europa, furono proprio i giovani madrileni che con la voglia di riscoperta e il desiderio di trasgressione a dare il segnale di cambiamento.
La movida,fu sostenuta dall’amministazione comunale di allora, in particolare dall’allora sindaco Enrique Tierno Galvan, figura di spicco dell’opposizione al governo che in una manifestazione pubblica pare disse “ Eccedete quanto volete ma siate prudenti”. Non era solo “salir de copas”, uscire la sera per bere insieme, ma scatenò la creatività nel mondo musicale, moda, architettura, creando un vero nuovo stile di vita.

Nonostante freddo pungente di un inizio dicembre, ci ripromettiamo di fare nelle prossime serate un giro nei più vivaci barrio madrileni.

I giorni passano sereni, tolto un breve ma terribile problema intestinale, cosa che mi impedisce di gustare con piacere la cucina spagnola, in particolare madrilena. Ma comunque li proviamo tutti dalle tapas, alla paella, al chorizo (salciccia di maiale alimentato con ghiande e stagionato), tortilla (frittata di patate e cipolle), alla fabada (stufato di maiale e fagioli) senza dimenticare il gli splendidi jamòn serrano e jamòn iberico, mangiati ovunque e soprattutto nelle tasca (tapas bar), bevendo cerveza e vino tinto.

Tutte le nostre visite, partono comunque sempre dalla Puerta del Sol, infilandoci nel dedalo di viuzze dell’antico e centrale quartiere “Madrid de lo Austrias”, l’animazione e il traffico è immenso, Qui l’opulenta città imperiale che aveva costruito sontuosi palazzi, meravigliose chiese e conventi è sommersa dalla modernità e dal frastuono dei tempi moderni, tuttavia senza perderne il fascino.

Plaza Mayor e la sua Real Casa de la Panaderia (panetteria reale) da solo merita una visita, con i suoi grandiosi edifici dipinti di color ocra, ingentiliti da balconi in ferro battuto e con affreschi di fattura seicentesca. Piazza resa ancor più gioiosa da una moltitudine i chioschi in legno, allestiti per le prossime festività natalizie che con i loro nastrini colorati, luci e giochi rendono ancor più festosa la piazza.

Il Palacio Real è maestoso, entriamo in silenzio attraverso la plaza dell’armeria e non possiamo non fare anche una veloce ma interessata visita all’Armeria real e alla Farmacia real. Non possiamo nemmeno, non sostare per qualche minuto dalla balconata del Palacio Real e guardare il Campo del moro.
Il palazzo fu voluto dal primo re borbonico di Spagna, Filippo V, e il progetto fu affidato a un architetto italiano, Filippo Juvarra (siamo ovunque), è comunque un incompiuta perche del maestoso palazzo che possiamo ammirare di sole 2800 stanze, il progetto originale né prevedeva la realizzazione 4 volte di più. Il palazzo è un autentico forziere traboccante di tesori, non più utilizzato dai regnanti di Spagna se non in occasioni particolari, essendosi loro spostati ad abitare nel più modesto Palacio de la Zarzuela.

Di fronte alla plaza dell’Armeria, svetta la Catedral de Nuestra senorà de la Almudena, costruzione non particolarmente attraente iniziata nel 1880 e conclusi nel 1992 (e poi dicono del duomo di Milano), in stile neogotico non occupa di certo il primo posto tra i luoghi più amati dai madrilenos

Sostiamo seduti su una panchina nella maestosa e solenne plaza de oriente, lo spazio verde è disseminato di statue di antichi monarchi e nobili spagnoli, attendiamo come dice una leggenda madrilena, che questi scendano dai loro piedistalli per sgranchirsi le gambe e facciano due passi nelle viuzze intorno alla piazza. Non siamo fortunati, non scende nessuno, forse fa troppo freddo anche per loro, anche se il sole c’e e non riesce a spazzare via il gelido vento, oppure scendono solo di notte quando c’è meno gente in giro.

Facciamo un giro anche a vedere il Teatro Real, edificio più volte rifatto sia a seguito di incendi e non ultimo dei bombardamenti della guerra civile. Tantissime sono le chiese sparse per Madrid, piccole o grandi che siano sprigionano il forte cattolicesimo dei madrileni, qualcuna riusciamo a vederla.

E’ difficile pensare Madrid senza la Gran Via, trafficatissima di auto e pedoni, è una delle principali arterie della città se non la principale, su questa si affacciano teatri, cinema, boutique, negozi piccoli o grandi che impreziosiscono la Gran Via.

Questa Strada ci permettere di raggiungere plaza de Espana, ove il monumento a Cervantes con il suo Don Chisciotte della manca, immortalato attraverso personaggi (Don Chisciotte, Sancho panza e Roncinante) non può non essere momento di scatti fotografici.

Il Museo del Prado, tappa d’obbligo, uno dei più importanti del mondo, custodisce un impareggiabile collezione d’arte spagnola e europea. Di per se già il palazzo che lo ospita è un autentico capolavoro, stile neoclassico terminato nel 1775, nonostante Palazzo Villanueva fu utilizzato dalle truppe napoleoniche tra il 1808 e il 1813 come caserma di cavalleria, ha mantenuto tutto il suo fascino. La mole di opere che questo palazzo contiene non mi permette una dettagliata descrizione, ma basta sapere che la meraviglia e lo stupore fu tanto, da arricchirmi dentro solo con gli occhi.

Siamo vicino a Natale, le vetrine sono scintillanti per gli addobbi dorati, ciò rende l’ambiente e le vie madrilene più frizzanti, e il sorriso dei passanti rende meno fredde le giornate. Lunghe sgambate per tutto ciò che è possibile vedere, anche il famoso centro commerciale Les corte anglais, in cui comprare i biglietti di auguri natalizi sponsorizzati dalla associazione in cui militiamo e qualche regalino per gli amici.
Madrid è una città in cui lo shopping è compulsivo e pare che ai madrileni piaccia in modo particolare dedicarsi a questa attività.

Decidiamo di andare all’Escorial, ci facciamo il programma di viaggio con gli orari dei metro e del pulman che ci porterà a San Lorenzo de el Escorial, l’imponente palazzo monastero si erge a oltre 1000 metri di quota, sui monti che coronano Madrid e li protegge dai gelidi venti che soffiano da ovest e da nord.
Piccolo villaggio, ben curato, pieno di negozi e di ristoranti è dominato dal palazzo monastero, opera ciclopica voluta da Filippo II quale voto fatto per la vittoria raggiunta a San Quintino contro i francesi il 10 agosto 1557, giorno di San Lorenzo. Chiamato ad erigere l’imponente palazzo monastero l’architetto Juan de Herrera, che rade al suolo diversi villaggi per costruire tale edificio.
Filippo II che morirà all’Escorial, ne aveva fatto residenza estiva e mausoleo di famiglia, infatti vi si trovano le tombe di molti appartenenti alla famiglia reali, tra i quali i genitori di Filippo II, Carlo I e Isabella.
Siamo accolti nella cittadina da una pioggia fine ma persistente, ciò non ci fa demordere dai nostri intenti, pranziamo in un locale tipico nel quale troviamo come cameriere un ragazzo italiano, con cui ci intratteniamo volentieri.

Madrid merita una visita, credo ci tornerò, questo viaggio nasce come regalo di compleanno al mio compagno di viaggio, ma forse il regalo lo fatto anche a me stesso.