Blog di Dante Paolo Ferraris

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Il mio Piemonte: Villanova d'Asti

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Villanova d'Asti.Mi piace camminare, mi piace moltissimo, anche se ultimamente ho difficoltà a farlo. Oggi, mi metterò alla prova girovagando per un borgo astigiano. Voglio scoprire sempre nuovi dettagli e particolari ed in questo caso di Villanova d'Asti. Arrivo facilmente a Villanova d'Asti in Autostrada e prima di cominciare il mio vagolare faccio un breve ripasso di storia locale.
Fin dall'epoca romana il territorio era abitato, ad oggi è attestata la presenza di agglomerati di case in frazione Brassicarda, le quali probabilmente dovevano trattarsi di veterani ai quali venivano assegnati appezzamenti di terreno da coltivare. Infatti da questa zona passava la via Fulvia, che collegava Tortona a Torino. Ma la fondazione certa è dell'anno 1248, come risulta da documenti dell'archivio astigiano. Le prime testimonianze storiche che riconducono alle origini di Villanova d'Asti risalgono ai tempi di Ottone III della Casa di Sassonia, il quale donò nel 1001 al monastero di San Felice di Pavia un villaggio dal nome di Curtis vetula poi Corveglia, si trattavano di ruderi longobardi detti "corte vecchia" da qui il toponimo.
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Il mio Piemonte: Netro

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NetroLa mattinata si è annunciata con un sole, il viaggio è tranquillo e il traffico e poco. Lasciata l'autostrada, dopo aver passato distese di risaie, inizio a salire in montagna nelle Prealpi occidentali biellesi.
Il borgo è situato nella parte alta della Valle dell'Elvo, la più aperta e fruibile fra le vallate biellesi. Netro è immerso in un paesaggio collinare e premontano, caratterizzato da verdi prati, intervallati da boschi. Il capoluogo è circondato dalle frazioni di Colla, Castellazzo, Cerea, Trivero e Renecco. Il ridente paese ha molte seconde case inserite nel verde del territorio tra i 1.859 mt. del Bric Paglie e la diga sul torrente Ingagna a 400 mt. s.l.m. Il mio primo obiettivo è il cimitero di Netro, dove si trova Chiesa dell'Assunta.
Dopo aver fatto un bel giro per il capoluogo, mi dedicherò alle frazioni che riuscirò a visitare. Il toponimo di Netro dovrebbe derivare dal nome celtico Neostro, ultimo luogo di difesa qui infatti si rifugiarono i Celti durante l'ultima lotta coi romani e i Salassi. I primi documenti attestanti l'esistenza di Netro risalgono solo al XII secolo, quando il vescovo di Vercelli Uguccione infeudò il paese alla famiglia Recagno, per poi passare nel XIII secolo ai nobili De Netro, che lo cederanno nel 1339 al vescovo Lombardo della Torre. Con Biella entrata sotto il controllo dei Savoia nel 1379 lo segue anche Netro infeudato alla potente famiglia degli Avogadro di Cerrione.
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Il mio Piemonte: Montaldeo

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MontaldeoIl viaggio stamattina è breve, ben presto con l'auto percorro strade incorniciate da verdeggianti colline abitate da vigne, mentre nelle strette valli percorse da rii e rigagnoli verdi alberi di latifoglie nascondono un ricco sottobosco. Stamattina visiterò il piccolo e storico borgo di Montaldeo, sulle colline dell'alto Monferrato ovadese, da sempre terra di confine e di conflitto.
Il toponimo deriva dal latino Mons Alpherius o Mons Alpeo e le prime notizie su Montaldeo si trovano nell'atto con cui i re Ugo e Lotario donarono il borgo all'abbazia di San Marziano di Tortona. Era il 925, e a quel tempo Montaldeo era ancora una marca obertenga sotto la giurisdizione del marchese di Gavi. Il borgo fu distrutto dai genovesi nel 1224, ricostruito nel 1271 dal comune di Alessandria, il paese fu a lungo conteso tra alessandrini e genovesi e nel corso del XIV secolo il paese entrò a far parte dei territori dei Marchesi del Monferrato.
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Pillole di Storia: Fernanda Wittgens, vita di un eroina contemporanea

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Fernanda WittgensUn personaggio memorabile ma passato nell'oblio della storia è sicuramente Fernanda Wittgens. I libri di storia non l'hanno mai presa in considerazione se non qualche testo di storia dell'arte o legati comunque alla seconda guerra mondiale. Costei nasce a Milano nel 1903 da una famiglia borghese e liberale. Il padre, Adolfo Wittgens di origine svizzera, è un professore di lettere al Regio Liceo Ginnasio Giuseppe Parini nonché traduttore, la domenica porta i sette figli a visitare musei, cercando di trasmettergli l'amore per l'arte. Purtroppo il padre viene a mancare nel luglio 1910 quando Fernanda ha sette anni.
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Il mio Piemonte: Feriolo

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FerioloLa giornata, di per sé già soleggiata, è diventata più luminosa appena ho raggiungo Feriolo, frazione di Baveno che conserva un patrimonio storico-culturale incredibile. È uno dei luoghi che ho sempre ritenuto tra i più incantevoli del lago Maggiore. Percorrendo la strada litoranea che da Baveno conduce a Feriolo, sul Golfo Borromeo, subito mi attraggono i colori vivaci delle case allineate lungo la riva, con le piccole imbarcazioni ormeggiate sul lago.
Parcheggiata l'auto inizio il mio girovagare sul lungolago di Feriolo, forse anche questo uno dei più caratteristici del Lago Maggiore. Vi sono spiaggette su cui si affacciano sia rurali abitazioni con bei balconcini, ma anche tante piccole attività commerciali e di ristorazione. Il turismo, in particolare quello straniero ha da sempre scelto questo tranquillo luogo di villeggiatura, complice uno scenario particolarmente suggestivo che durante la sera, quando le acque del lago riflettono la luce dei tanti lampioni che lo costeggiano deve essere magnifico.
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Il mio Piemonte: Cerrione

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CerrioneStamattina il vento sussurra in silenzio e il sole ormai è caldo, tutt'intorno il verde dei campi esplode lungo la mia strada. Sbadiglio ancora, segno di aver assecondato il trillo della sveglia. Il cielo è azzurro e pare non temere che qualche nuvola voglia occupare qualche spazio.
Il territorio comunale di Cerrione è delimitato a ovest dalla Serra di Ivrea,alle cui pendici è incastonato l'abitato che da il nome al comune ed è attraversato dal torrente Elvo e dal sistema idrografico minore il cui corso d'acqua più importante è l'Olobbia, che vi confluisce a breve distanza dal capoluogo comunale.
Il comune è costituito da tre centri principali: Cerrione capoluogo, Magnonevolo e Vergnasco, quest'ultimo insediamento è quello maggiormente abitato. Il territorio comunale fa parte anche della riserva naturale della Bessa, situata alle pendici meridionaie delle Alpi Biellesi. La Bessa è considerata la più importante miniera d'oro romana di età Repubblicana. Da Cerrione, epoca romana, passava la via delle Gallie, strada consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia.
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Ascoli Piceno : città di travertino (III parte)

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Ascoli PicenoTornato in piazza mi dirigo verso la chiesa di San Francesco, non prima di aver sostato davanti alla cosiddetta edicola di Lazzaro Morelli e alla loggia dei Mercanti. L'edicola è in stile classicistico ed è aderente all'esterno di un'abside della chiesa di San Francesco. Fu eretta nel 1639 e dedicata alla Madonna di Reggio per volere del governatore, mons. Gerolamo dei conti Codebò di Modena, che ne fu il committente. L'edicola, ha un alto basamento, con cinque scalini semicircolari posti fra i piedistalli su cui si elevano due colonnine scanalate terminanti con capitelli corinzi. Le colonne sorreggono la trabeazione ed il tetto appoggiato alla chiesa.
Tra le due colonne c'è una nicchia ad arco che ospitava l'immagine dipinta della Madonna di Reggio. Oggi al suo interno vi è un pannello ottocentesco a rilievo in terracotta, protetto da un cancelletto in ferro battuto. La trabeazione finemente ornata, sorregge un frontone semicircolare nel cui timpano vi è un festone con al centro un paffuto volto di cherubino, fiori e frutti. L'edicola è erroneamente indicata come opera di Lazzaro Morelli ma fu lo zio, il maestro scalpellino Silvio Giosafatti a realizzarla. L'edicola fu un luogo particolarmente legato ai condannati a morte, ai quali, prima di essere condotti fuori porta a Campo Parignano per l'esecuzione, era concesso di sostare davanti all'immagine della Madonna per le ultime preghiere.
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Loreto: centro storico

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LoretoLa giornata è soleggiata ma non afosa, tempo ideale per una visita turistico-storica ma anche spirituale nel bel centro storico del borgo di Loreto. Questa cittadina sorge sulla sommità del Monte Prodo, una verde collina circondata da un'ampia campagna caratterizzata dalle coltivazioni dell'olivo. Già in lontananza vedo la sagoma della cupola e del campanile della Basilica mariana sulla cui cima si trova la figura della Madonna. La città si è sviluppata dall'incrocio di vie di passaggio intorno all'importante Basilica che ospita la "Santa Casa" di Nazareth dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque, visse e dove ricevette l'annuncio della nascita di Gesù.
Parcheggiato l'auto in un grande piazzale posto a poche decine di metri dal Palazzo apostolico, inizio il mio tour. Sotto ad un grande e rotondo bastione mi accoglie un particolare monumento. Si tratta di un aereo Aermacchi MB-339, delle PAM, la nostra pattuglia acrobatica che ricorda che la Madonna lauretana è la patrona dell'Aeronautica.
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Ascoli Piceno : città di travertino (II parte)

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Ascoli PicenoLa seconda giornata, dopo aver partecipato alla prima giornata del meeting, torno a scoprire la città Ascoli-Piceno che si dimostra, man mano che ci gironzolo sempre una bellissima scoperta. Dopo aver percorso la rua che si apre davanti al B&B dove alloggio mi ritrovo davanti all'eclettico palazzo della Casa di Risparmio, oggi proprietà di un'altra banca. Questo palazzo, sito in via mazzini, fu costruito nel 1914 ove esisteva il convento delle benedettine di sant'Onofrio.
L'edificio è in stile neo-rinascimentale e il suo ingresso è "protetto" da due grandi sculture di elefanti che fungono da basamento a due quadrate colonne che pare sorreggere il balcone posto sopra la porta d'accesso. Ovviamente tutto l'edificio è in travertino e dell'antico convento rimangono tre trifore gotiche poste sul retro dell'edificio. In corso Mazzini che percorro per un lungo tratto fu il decumano principale dell'Ascoli romana.
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Il mio Piemonte: Baveno

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BavenoLa mattinata autunnale è assai nebbiosa, ma sono certo che quando si raggiungerò il Lago Maggiore, il sole mi sorriderà. Infatti come mi avvicino al clima temperato del lago la nebbia si dirada fino a far assurgere un cielo terso illuminato dal sole. Costeggio il lago sul versante piemontese fino ad arrivare a Baveno, luogo del mio girovagare odierno. Lungo la strada costiera voluta da Napoleone Bonaparte si affacciano splendide ville. Farò una passeggiata tra queste splendide ville, artistiche chiese, oratori e i vicoli e stradine che hanno scritto la storia del borgo. Baveno gode della pregevole posizione affacciata sul golfo Borromeo e ciò ne fa una meta turistica interessante.
L'origine del nome è controversa, è probabile che derivi dal nome personale romano Babenus o dal derivato gentilizio Babenius. Ciò è avvalorato dal ritrovamento di diverse necropoli che ne testimonia la continuità dell'insediamento abitativo. La presenza di una antica Pieve certifica come il borgo avesse giurisdizione su un più ampio territorio. Nel X secolo compare come Bavena in carte in cui il territorio era in possesso della Abbazia di San Donato di Scozola di Sesto Calende e dell'Arcivescovado di Milano. Dal XVI secolo Baveno diventa famosa per l'estrazione dei suoi pregiati graniti, soprattutto quello rosa.
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Ascoli Piceno : città di travertino (I parte)

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Ascoli PicenoL'occasione per visitare Ascoli Piceno me la offre un importante Associazione di cui sono Vice Presidente Nazionale e che ha deciso di organizzare il suo annuale meeting in questa cittadina del Centro Italia. Purtroppo per raggiungerla devo utilizzare l'autovettura in quanto con il treno è praticamente impossibile per via dell'eccessivo numero di cambi.
Conosco ben poco di Ascoli Piceno, se non reminiscenze scolastiche ed un brano di un libro recentemente letto. Della scuola ricordo la definizione di Ascoli Piceno come la Città delle cento torri o città di Travertino. La città si trova nella parte meridionale della regione Marche poco lontana dal mare Adriatico e il suo centro urbano sorge nella zona di confluenza tra il fiume Tronto e il torrente Castellano. L'antica città è circondato da lussureggianti montagne. Il libro che ho da poco letto è "Viaggio in Italia" del 1957 di Guido Piovene, che così descrive la città: «Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d'Italia, e non ne vedo altra che le assomigli.
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