Blog di Dante Paolo Ferraris

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Il mio Piemonte: Brovello Carpugnino

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Brovello CarpugninoTorno sul Vergante, in provincia di Verbania per visitare il Comune di Brovello Carpugnino. Un Comune composto da quattro centri abitati: Brovello, Graglia Piana, Carpugnino e Stropino. Questi piccoli Borghi si trovano in posizione privilegiata, posti in aree soleggiate in una vallata percorsa dai torrenti Grisana, Scoccia e Erno Coloria, ricca di verdi boschi.
Brovello è la borgata principale, dove ha sede il Municipio ed è il nucleo abitato posto più a sud. Il toponimo è forse di origine celtica "breuil" che significa bosco. Anche se vi sono stati ritrovamenti archeologici dell'età del bronzo. La prima volta che il luogo viene citato in un documento è nel XII secolo come Broello. Questo era un centro fortificato con un suo castello, distrutto nel XV secolo. In epoca medioevale Brovello e Carpugnino fu parte del feudo del Vergante di Aimone, conte di Vercelli. Nel Quattrocento entrarono tra i possedimenti dei Borromeo.
L'attività più redditizia della zona era la coltivazione della frutta che vendevano o scambiavano con altri prodotti con gli abitanti della costa lacustre.
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Il mio Piemonte: Albera Ligure

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Albera LigureLa primavera è una delle stagioni che amo di più, lascia alle spalle il freddo inverno e non sei ancora costretto a trovare un luogo per goderti un po' di refrigerio. Nelle giornate primaverili quando ti permettono di goderti un po' di sole, puoi, dalla pianura alessandrini, volgere lo sguardo alle montagne che la circondano, dove trovi ancora la neve sulle Alpi e gli splendidi panorami degli Appennini.
In auto mi dirigo verso la Valle Borbera; risalgo la vallata lungo una strada provinciale che si snoda tortuosa tra fitti boschi e radi versanti sassosi. Raggiungo così Albera Ligure.
Diverse sono le ipotesi circa lo studio del toponimo. Infatti alcuni studiosi lo collegano ad "albero", mentre altri lo fanno derivare da Albaria o terra albaria, che potrebbe indica i luogo di ritrovo dei maggiorenti per trattare affari di comune interesse di tutta la valle, considerato che il Borgo si trova al centro della Valle Borbera. Un ultima ipotesi la fa derivare dal nome del torrente Albirola, un affluente del Borbera, che separa l'abitato principale in due.
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Riflessioni

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ViùSono davanti alla finestra dell'albergo in alta valle di Viù e aspetto che cadano i primi fiocchi di neve.
La neve ❄ non è il mio ambiente ideale ma comunque mi affascina sempre. E da dietro al vetro rifletto su molte cose, forse è l'ambiente solingo, caldo e tranquillo che mi porta a pensare liberamente.
Ormai sono 41 anni che mi occupo di protezione civile; iniziai con il terremoto in Irpinia nel 1980 e avrei voluto l'anno precedente partecipare alle attività di assistenza umanitaria per i boat people vietnamiti, ma ero minorenne e non me lo consentirono. Studiai anche quell'evento con attenzione, in un periodo in cui non esisteva internet e dovevi documentarti su libri e sui giornali.
Ho fatto di quella passione un lavoro. Dalle prime emergenze come volontario a quelle fatte come professionista per decine di pubbliche amministrazioni, MAE e DPC. Ho viaggiato per il mondo senza vederlo perché era sempre solo una calamità o una guerra a chiamarmi per portare soccorso, assistenza o solo consulenza umanitaria.
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Il mio Piemonte: Trarego Viggiona

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Trarego ViggionaOggi voglio tornare a Trarego Viggiona, un piccolo comune montano situato in posizione soleggiata sui monti che si affacciano sul Lago Maggiore. Ci andai in ripetute occasioni quando un militavo in Associazione di volontariato della mia città, che aveva ereditato una casa e insieme ad altri volontari dovemmo sgomberare l'edificio. Mi sono sempre ripromesso di tornarci ed oggi è la giornata giusta per tornarci.
Il Comune si compone di tre piccoli centri: Trarego, Cheglio e Viggiona. L'obiettivo è di visitare i tre borghi e seguire la strada che lo raggiunge. Unisce i borghi e prosegue fino al Passo di Colle, a oltre 1200 metri, per poi ridiscendere in direzione sud verso Verbania.
Lascio così il lago che ho lungamente costeggiato e che in una bella giornata soleggiata come oggi è veramente fantastico. Inizio ad arrampicarmi sulla montagna, su una strada irta e con molti tornanti. Il paesaggio ai lati della strada è molto bello, sia per i panorama che si apre sul lago, sia per il verde dei boschi che accompagnano la strada.
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Bergamo (IX parte)

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BergamoAttraverso nuovamente la bella piazza Vecchia di Bergamo alta, che insieme ad un tratto di via Gombito si è riempita di turisti. I locali sono pressoché tutti pieni di avventori. Lascio via Gombito e percorro brevemente via san Lorenzo fino a raggiungere Piazza del Fieno. Come indica il toponimo in questa piazza si svolgeva,un tempo il mercato del fieno e non è difficile immaginare i carri carichi di paglia e fieno, trainati dai buoi, fermi su questa bella piazza al posto delle auto parcheggiate, come è immaginabile sentire il vociare dei mercanti nelle taverne delle antiche case medioevali che ancora vi si affacciano.
Fanno bella mostra di sé anche alcune case torri. Tra l'altro, nelle cantine di alcuni edifici privati, sono stati trovati resti riconducibili alle terme romane. La piazza è in ciottolato di fiume, ciò la rende maggiormente caratteristica, circondata dalle antiche case in pietra. Su un palazzo trovo una lapide che ricorda che vi abitò Giuseppe Milesi che nacque nel comune bergamasco di San Giovanni Bianco nel 1915 e morì a Roma nel 200.
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Il mio Piemonte: Castello di Redabue

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RedabueOggi il bello del sole maggengo è che prima o poi ti aspetti che esca. Infatti mentre il sole inizia a far capolino dopo una mattinata nascosto tra le nuvole, in auto mi sto già arrampicando sul lungo viale alberato che mi conduce a Redabue. Attenderò con ansia Giuseppina che oggi mi permetterà di visitare uno dei castelli e borghi meglio conservati del territorio alessandrino.
Redabue è adagiato alle pendici di un piccolo rilievo, nei pressi del fiume Tanaro tra Masio e Oviglio. Il Borgo e il Castello di Redabue rientrano nel territorio del Comune di Masio, Paese che ha origini antiche; infatti il suo nome dovrebbe derivare da Maxius che sembra indicare l'origine del termine Masio dal latino Maxius - Mansum - Masum ossia "dimora, cascinale". Il Paese di Masio e il vicino Borgo di Redabue sono sempre stati un importante crocevia di scambi, transiti e commerci, già attestati dall'XI secolo.
Raggiunto il piazzale antistante la Chiesa e il Castello mi rendo conto che Redabue sorge in un luogo protetto da un bosco fiabesco, con ampi prati erbosi ed è costituito anche da un gruppo di poche ma eleganti case. Tutto il Borgo è proprietà privata, con un accesso chiuso da un moderno cancello ed è tutto ben conservato.
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Bergamo (X parte)

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BergamoLa Rocca di Bergamo si trova sul colle di Sant'Eufemia, da cui domina la città bassa e la pianura circostante e sguardo arriva fino alla corona delle Alpi Orobie. Questa fortificazione di origine trecentesca, ha ancora oggi un evidente funzione militare che la contraddistinse nel corso dei secoli. Le sue mura, il suo camminamento di ronda e il fabbricato dei bombardieri, raccontano i mutamenti della città, soprattutto le trasformazioni della città tra Ancien Regime e Unità d'Italia.
La costruzione della rocca iniziò nel 1331 per volere di Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia e proseguirono con i Visconti, furono ultimati nel 1336. In particolare Azzone Visconti volle creare opere di fortificazioni non solo a difesa di nemici esterni ma anche contro ogni velleità di ribellione bergamasca. Insomma funse sia come difesa ma anche come strumento di repressione e di controllo del territorio. Nel 1428 alla signoria viscontea successe la Repubblica di Venezia che portò a nuove opere di fortificazione. Al mastio della Rocca furono aggiunti i torrioni circolari, di cui uno ancora oggi lo caratterizza, al suo interno vi è un fabbricato che è la cosiddetta scuola dei Bombardieri ossia la caserma degli artiglieri.
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Aquileia: 28 ottobre 1921 - 4 novembre 2021 (III parte)

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AquileiaSosto ad ammirare il Decumano di Aratria Galla posto a Sud del Foro. Attualmente di questo decumano è visibile un lungo tratto e prende il nome della cittadina aquileiese che finanziò l'opera di lastricatura nella prima metà del I secolo d.C. Il pensiero corre a quanti carri di mercanti vi siano transitati, quanti bambini vi abbiano giocato e quante persone l'abbiano percorsa. Sicuramente l'ha percorsa Attila quando distrusse Aquileia. Infatti la città resistette a ripetute incursioni di Alarico e dei suoi Visigoti ma non ad Attila che entrò nella città il 18 luglio del 452, devastandola. Si racconta che Attila costrinse i legionari che aveva fatto prigionieri a costruire macchine da assedio in uso presso i romani da utilizzare contro le città romane, massacrò o fece schiava gran parte della popolazione.
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Il mio Piemonte: Sambuco

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SambucoLa giornata mi si presenta con un sole caldo e luminoso, anche se la strada è lunga mi pare scorrevole grazie alle note delle canzoni dei miei cantanti preferiti che ascolto dall'autoradio. Come imbocco la valle Stura che divide le Alpi Cozie da quelle Marittime, lo scenario si fa più suggestivo grazie ai frondosi boschi che ricoprono le montagne.
Oggi voglio visitare il Comune di Sambuco il cui toponimo si presume derivi molto all'omonima pianta che è presente in queste zone, ma anche dalla sambuca, un'antica arpa pastorale di forma triangolare usata in cerimonie religiose o addirittura dallo Stambecco in lettura nella forma costipata sottraendo la T. Sambuco è un Paese di lingua occitana con tradizioni e storia antichissime.
Citato per la prima volta in un documento del 1165 tra le ville possedute dai Procardi e Berardi signori di Vinadio, sotto il dominio dei Marchesi di Saluzzo.
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Aquileia: 28 ottobre 1921 - 4 novembre 2021 (II parte)

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AquileiaAlzo gli occhi per poter ammirare il bel campanile che è osto sul lato sinistro della basilica; raggiunge la ragguardevole altezza di 73 metri. Il campanile risale all'XI secolo ed è attribuito alla volontà del patriarca Poppone. La robusta torre a base quadrata si eleva verso l'alto, è suddiviso da marcapiani ed è sormontato da un tamburo ottagonale con coronamento conico.
Collocato in piazza Capitolo e pèosto all'ombra del campanile, ammiro il monumento della Lupa Capitolina, copia di quella romana che fu donata dalla città di Roma nel 1919, come ricorda l'iscrizione, in occasione del ventunesimo centenario della fondazione della colonia romana.
Ciò avvenne nell'ambito di un clima nazionalistico favorito dalla vittoria italiana nella prima guerra mondiale, volendo così rappresentare un segno tangibile della riconquistata italianità di Aquileia e dell'intero territorio del Friuli. Il monumento della Lupa Capitolina è sorretta da un frammento di architrave, da un fusto di colonna su un altrettante antica base.
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7 Novembre 2021

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Matteo, Marco e AntoninoStamattina ho voluto recarmi a Quargnento per partecipare ad una pubblica manifestazione. Tendenzialmente non partecipo mai a questo tipo di eventi, non perché non ci credo o perché sono contrario a questo tipo di eventi. Semplicemente perché mi sento fuori luogo, non degno, se volete, a parteciparvi. Ma in settimana ho ricevuto dall'amica Paola, sindaco dell'importante borgo alessandrino l'invito ad essere presente. Silenziosamente e per quanto possibile defilato vi ho partecipato. Mentre il cappellano dei Vigili del fuoco officiava la SS Messa nella Basilica di San Dalmazzo, mi sono tornate alla mente tante cose. Anche il trillo del mio telefono che quella notte tra il 4 e 5 novembre del 2019 mi sveglia di soprassalto. Una voce concitata di una centrale operativa mi chiede di inviare rapidamente delle unità cinofile da ricerca su macerie a Quargnento in via San Francesco. Iniziò una terribile nottata, le notizie erano frammentate e il telefono non smise un attimo di suonare, mentre cercavo di adempiere al meglio le richieste giuntemi.
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