Blog di Dante Paolo Ferraris

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Bussano alla porta, è il domani

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ricordiChiuso nei miei pensieri, in una calda giornata d'estate, comodamente seduto sul divano, con il ventilatore acceso che fa girare aria calda, ma sufficiente per far dimenticare un attimo la canicola che stanzia oltre la porta di casa. Luci soffuse dai raggi che penetrano attraverso le tapparelle, un sottofondo musicale, un libro, una bevanda fresca, sono assorto nelle meditazioni e ripercorro nella mia mente, tratti della mia esistenza romanzandola. Favoleggio e ripenso a quante persone, in un momento della vita hanno bussato alla mia porta, sono state persone semplicemente curiose, nuove conoscenze e qualche amico ma anche qualcuno che ambiziosamente cercava di apprendere le mie competenze ed esperienze per seguire le mie orme professionali. Su questo pensiero mi soffermo e cerco di capire cosa intendo per "seguire le mie orme" e forse ricoprire un ruolo professionale come il mio. Non è un ruolo fisico, non è forse un ruolo sociale, ma ognuno comunque il ruolo se lo crea per quello che ognuno offre alla società e che la collettività chiede. Quindi il posto di ognuno è quello che ciascuno si costruisce. Un posto professionale e sociale che non è mai perenne e che è soggetto sempre alla evoluzione naturale delle cose, scelte personali comprese.
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Il mio Piemonte: Pasturana

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PasturanaDalla piazza del municipio, dove ho parcheggiato l'auto, passo subito ad ammirare la facciata del palazzo comunale con lo stemma della comunità affrescato insieme a quello del suo gonfalone.
A pochi passi la seicentesca parrocchiale di San Martino e sulla sua sinistra l'oratorio della Santissima Trinità. Il piccolo borgo, posto sulle alture, subito a ridosso di Novi Ligure ha origini molto antiche.
Infatti già nel 969 Pastoranium è menzionata nella sua donazione della regina Adelaide, moglie dell'imperatore Ottone I, al monastero di San Salvatore di Pavia, donazione confermata nel 981 da parte dell'imperatore Ottone II.
Il 15 agosto 1172, Alberto marchese di Gavi e gli alessandrini si obbligarono a difendere Pasturana ed altri borghi e castelli, come Tassarolo, Montaldeo, Montalto (Montadeo), Gavi, Aimero (borgo scomparso nell'alta val Lemme). Successivamente dal 1192, Pasturana passa sotto il dominio della Repubblica di Genova, ma sono alterne le sue vicende storiche, che la vedono coinvolta nei conflitti tra i marchesi di Gavi, gli Spinola e i marchesi del Monferrato fino al 1313, quando Enrico VII di Germania concede il borgo e altri luoghi della valle Lemme a Opizzino Spinola di Luccoli.
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Il Mio Piemonte: Graglia

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Santuario di GragliaMi ritrovo così a Graglia, non potevo visitare il suo Santuario e non fare due passi per il vecchio borgo. Parcheggio nella piazza della chiesa e lentamente salgo la salita che conduce all'ingresso della chiesa parrocchiale. Secondo alcuni studiosi il toponimo di Graglia avrebbe origine dal tardo latino Gradalia, derivazione di Gradus, ossia gradino, a causa della sua fisionomia scoscesa del luogo dove sorge l'abitato.
Mi ritrovo davanti alla maestosa chiesa intitolata alla Santa Croce. La sua facciata è in un barocco rimaneggiato, intonacato e affrescato. La chiesa al suo interno è a navata unica, ricca di decori barocchi, dove fa bella mostra un grande organo oltre ad importanti tele della scuola del Tiepolo. Attira subito la mia attenzione una grandiosa statua lignea della Madonna con bambino, posta sotto un ricco baldacchino e l'altare maggiore in marmi policromi.
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A zonzo con il calessino (XI parte)

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CalessinoEntriamo strombazzando con il clacson in Candelo, un centro agricolo e industriale posto in una vasta area su un terrazzamento pianeggiante che prende il nome di Baraggia o Baraggione. Alcune case poste in via Santa Croce, Mazzini e San Sebastiano conservano sulle facciate notevoli affreschi. La chiesa, dedicata a Santa Maria Maggiore, già attestata nel 1182 e poi trasformata nei secoli, dimostra l'antica storia del borgo.
Lo dimostrano anche gli antichi affreschi quattrocenteschi, i capitelli gotici e il notevole pulpito seicentesco. Mentre la chiesa rettoria di San Lorenzo è stata realizzata tra il 1675 e il 1696, contenente una grande icona in legno scolpito raffigurante il martirio di san Lorenzo del XVI – XVII secolo. La chiesa è stata interamente ricostruita su una precedente chiesa edificata intorno all'anno 1000. Anche la chiesa di San Pietro crollò a fine seicento; la sua ricostruzione si protrasse praticamente fino al XX secolo.
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Il mio Piemonte: Orta San Giulio

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OrtaOggi voglio andare alla scoperta di uno dei borghi più romantici di tutto il Piemonte. La giornata è iniziata con la consapevolezza che fuori di casa c'è il sole che mi aspetta. Sono certo che le sue carezze scioglieranno il fresco che all'alba ho trovato, quando è trillata la sveglia.
In auto, percorro un tratto di autostrada ed è veramente piacevole essere scortati dai raggi del astro diurno che si sono anch'essi appena stirati dopo la nottata, dove la luna è stata padrona del cielo stellato. Lasciata l'autostrada m'avvio a raggiungere il lago Cusio e il suo centro abitato più famoso, Orta San Giulio.
Prima di entrare in Orta San Giulio, uno sguardo da sempre curioso viaggia su un meraviglioso edificio, pare di essere nel cuore di un paese arabo posto al centro del Piemonte. Un luogo da mille e una notte con un edificio di architettura moresca con il suo alto minareto. È Villa Crespi; antica dimora privata voluta da Benigno Crespi, ora è divenuta un albergo di lusso, ma che prima di diventare un Grand Hotel a 5 stelle questa lussuosa e particolare residenza ha ospitato tantissimi nomi illustri come re Umberto I che vi passava lunghi periodi di riposo.
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Andy Warhol: un mito del suo tempo, una storia americana

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Andy WarholL'occasione mi viene data dopo aver visto un manifesto che annunciava una mostra dedicata a Warhol a Genova. Opportunità alquanto ghiotta per scoprire l'artista della pubblicità delle scatolette della soup Campbells. Anche il viaggio in treno è stato particolarmente interessante per la presenza di maestre di scuola che rientravano a casa dopo una mattinata di lezioni, un viaggio veramente divertente e anch'esso alternativo come l'artista che sto andando a vedere; infatti ho raccolto un vero campionario di pettegolezzi su colleghe e bidelle. Arrivato a Genova Brignole lentamente attraverso piazza Giuseppe Verdi e raggiungo via XX settembre. I bar e le trattorie sono ancora pieni di impiegati che si godono la pausa pranzo. Le vetrine dei negozi di abbigliamento portano tutte le scritte che annunciano i saldi. Raggiungo piazza Deferrari, dopo aver assistito a una sgradevole manifestazione di omofobia. Due ragazzi mano nella mano presi in giro e canzonati da un gruppo di ragazzini in età scolare.
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A zonzo con il calessino (XII parte)

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CalessinoLa strada che decidiamo di fare, passa attraverso la Serra Canavese.
Il primo centro abitato che incontriamo è Mongrando, per meglio raggiungerlo abbiamo superato il ponte sul torrente Elvo. Questo torrente nasce dal Monte Mars sulle Prealpi biellesi ed è il principale tributario del torrente Cervo.
Mongrando si sviluppa sulle ultime pendici della collina della Serra, la particolare posizione sull'asse stradale Biella-Ivrea ne fece in passato un luogo di importanza strategica, anche per il controllo dei passi della Serra, ossia la morena che separa il biellese dal canavese.
Il suo nome, può derivare da diverse ipotesi; una prima lo vuole in contrapposizione della borgata Monticello, una delle attuali tredici frazioni o cantoni che compone il Comune di Mongrando. Un'altra teoria vuole che derivi dal celtico magus che vorrebbe significare prato o valle, caratteristica di questo territorio.
La storia di Mongrando segue quella del biellese e del vercellese con tutti i suoi chiaroscuri dei conflitti tra guelfi e ghibellini, tra gli Avogadro e i Tizzani. Passata ai Visconti di Milano nel 1349, fu occupata dal marchese del Monferrato nel 1404 e poi ceduta a Amedeo VIII di Savoia nel 1407.
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La forza dei gemellaggi

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gemellaggioSono stato alcuni giorni a Karlovac, una città gemellata con Alessandria da oltre 55 anni . Giovedì e venerdì scorso si sono svolti i festeggiamenti per il 439 genetliaco della città. Sono tornato fiero di essere cittadino di Alessandria, almeno in questa occasione, perché dopo tanti anni anche alcuni amministratori locali di Alessandria hanno presenziato, rinsaldando dei rapporti che si stavano affievolendo e che soltanto con la costanza e le amicizie personali rimanevano in essere. Tante sono le cose in comune tra le due città e tante potrebbero essere le iniziative che potrebbero rinascere, sia dal punto di vista sportivo che culturale ma soprattutto economico, sociale e turistico.
Gli alessandrini sono ancora ricordati per quanto fecero a favore della loro comunità durante il periodo della guerra ed ancora ringraziano. Le testimonianze di stima e riconoscenza si sentono vivi e sinceri. Occorre talvolta guardare oltre il Tanaro per comprendere quali sono i valori dell'amicizia. Ora spero solo che questo accada anche tra la Provincia di Alessandria e la Zupanja di Karlovac, anch'esse strinsero un rapporto di amicizia, sottoscritto allora da Fabrizio Palenzona e portato avanti per qualche anno da Ennio Negri, poi l'oblio. Oggi sono convinto che il Presidente Baldi Gianfranco saprà rinsaldare i rapporti e che anche l'economia provinciale potrà trovare nuovi stimoli turistici ed economici. Lo ha fortemente dimostrato la volontà dello Zupano (presidente) di Karlovac e il Sindaco di Ozaly. Quest'ultima splendida cittadina industriale ma con un Borgo e castello arroccato e dove le vigne la fanno da padroni. Ahimè anche un altro gemellaggio fu firmato, questa volta dal sottoscritto, ma il disinteresse o meglio i diversi interessi lo hanno sopito da anni. In questo caso solo l'amico Stefano Falco di Biella e pochi che stanno facendo di tutto per mantenere vivi i rapporti. Spero che le nuove generazioni politiche, economiche e sociali sappiano tenere stretti dei rapporti d'amicizia profonda, nati ancora quando i confini erano ben chiusi o la guerra imperversava. Io posso solo andare trovare veri amici come Edita Gojak , Branka Hastor, Anita Vuletić ecc... e stare con loro davanti ad una Pivo . Con loro e con una nuova conoscenza Maja Cvjeticanin vogliamo ora realizzare in centro culturale italiano. Inizia così una nuova sfida che già mi appassiona.
 

NEET

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NovalesaLa giornata era uggiosa, ero uscito in bicicletta per recarmi in paese in farmacia. Dovevo comprare alcune medicine per Birba, la mia gatta diciannovenne. Dopo aver acquistato i farmaci, nel riprendere la bicicletta avevo visto seduto al tavolino del vicino bar un ragazzino, mi aveva colpito perché l'avevo visto più volte sempre seduto al bar impegnato a leggere o scrivere sul suo smartphone. Il ragazzino lo ritrovo la settimana dopo, sempre al bar, sempre a smanettare sullo smartphone. Dopo essere entrato nel locale ed aver bevuto un caffè caldo, mi avvicino al giovane ragazzo per prendere il giornale posto sul suo tavolino. Entriamo quasi subito in confidenza a causa della stessa squadra di calcio per cui tifiamo. Mi racconta che ha finito le scuole e che non ha intenzione di proseguire gli studi, in quanto è inutile studiare per poi rimanere disoccupato, così almeno afferma. Il giovane ragazzo ha una corporatura minuta la sua altezza è nella media degli adolescenti di oggi, ha una testa coperta da una folta capigliatura riccia castana. Il viso è allungato con due occhi castani, grandi e curiosi, due sopracciglia fini e curate gli fanno da contorno. Il naso è leggermente adunco mentre la bocca è sottile e piccola con due labbra rosee. Sono le orecchie un po' grandicelle ed a sventola a caratterizzarlo.
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A zonzo con il calessino (X parte)

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CalessinoLa giornata si conclude con l'allegra compagnia degli amici e un riposo ristoratore nella città di Biella.
La mattina, dopo aver stropicciato gli occhi, mi affaccio alle finestre dell'albergo, e un groviglio di pensieri sulle cose viste e vissute in un solo giorno di viaggio mi assale, non sento nemmeno la sveglia che imperterrita continua a suonare, ma presto il desiderio di partire in questa seconda giornata di viaggio con il calessino mi sprona da questo stato confusionale.
Nonostante il sole non sia ancora alto, i suoi raggi sono già caldi, fortunatamente un leggero venticello rallegra la giornata giocando con le bianche nuvolette nell'azzurro del cielo. Dobbiamo fare una breve variazione al percorso che ci eravamo dati. Siamo costretti a raggiungere un concessionario della Piaggio a Cossato, affinché sistemi l'impianto elettrico del nostro Calessino.
Raggiungiamo così Cossato, località di origine romana, benché delle sue antiche vestigia rimane praticamente nulla. Anche la parrocchiale dedicata alla Madonna Assunta è stata edificata nel Seicento su una costruzione preesistente. La storia del suo trascorso medioevale è importante, ma nel centro urbano ne rimangono ben poche memorie.
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Il mio Piemonte: Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso

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Sant'Antonio di Ranverso.Da tempo mi ero ripromesso di andare a vedere l'antica Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso; con l'auto m'avvio in autostrada mentre in cielo, nuvole dai colori incerti vogliono annunciare la prossima fine dell'estate. Ma il sole non intende arretrare e con lui il caldo e nonostante ciò siamo ai "coriandoli" di un estate che passa, ma rimango fiducioso che mi accompagnerà per tutta la giornata.
Raggiungo così il breve viale alberato d'accesso al complesso religioso e parcheggio l'auto nei pressi muro dell'antico ospedalino e a pochi passi dal lungo braccio metallico del peso pubblico che ancora oggi orna la strada.
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