Blog di Dante Paolo Ferraris

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Il mio Piemonte: Verrone

E-mail Stampa PDF
La giornata è soleggiata, con l'auto corro su un nastro d'asfalto baluginante, i colori della primavera rendono ancor più luminoso il mio viaggio.
Raggiungo così il Comune di Verrone, il suo toponimo segnalerebbe origini antiche. Secondo alcuni studiosi deriverebbe dal termine latino vetus'– eris cioè vecchio, secondo altri è di derivazione celtica da uer, ossia sopra, per cui si tratterebbe di un luogo posto sopra qualcosa, oppure da viro-, sempre di origine celtica che significherebbe saldo, oppure vigoroso
Anche se il ritrovamento di lucerne e cinerari romani fa pensare ad insediamenti precedenti, oggi la storia documentata di Verrone risale ai secoli XI-XII.
La storia del Borgo è legata in modo indissolubile a quella della famiglia che l'ebbe in feudo, ossia i Vialardi. Lo testimoniano il Castello e la Chiesa di San Lorenzo sulla quale i feudatari esercitavano diritto di patronato.
Le origini della famiglia dei Vialardi, è tanto antica da perdersi nella leggenda e sono da ricondursi al periodo longobardo. Infatti, Widalardo ossia Wied der Hard, Guido (il coraggioso) il capostipite, sarebbe vissuto tra il IX e il X secolo, con la sua famiglia già da tempo si era insediato sul territorio biellese diventandone un riferimento politico ed economico.
Leggi tutto...
 

Il mio Piemonte: Fossano

E-mail Stampa PDF
FossanoSituata sull'altopiano Famolasco è come un grande terrazzo che si affaccia sul profondo incassato corso della Stura di Demonte. Fossano fu fondata il 7 dicembre 1236 come presidio contro Asti, da una Lega di città guelfe e divenne presto un libero Comune. Nel 1238, Fossano si dichiara ghibellina, sotto l'egida imperiale di Federico II, fino al 1250 quando perse l'appoggio imperiale ed iniziò un periodo conflittuale ed instabile. Partecipando alla guerra contro Carlo I d'Angiò subì una breve occupazione angioina.
Nel 1304 la popolazione giurò fedeltà ai Marchesi di Saluzzo e passò nel 1314 nei domini dei principi d'Acaja con Filippo I d'Acaja. Nel 1365, Fossano è coinvolta nel conflitto tra Giacomo d'Acaia e il marchese Federico di Saluzzo. Nel 1418, estintasi questa casata degli Acaja, Fossano entrò definitivamente nei possedimenti sabaudi. Nel 1521, Fossano fu colpita da una terribile pestilenza.
Nel 1566, il duca Emanuele Filiberto la eleva al rango di città, a riconoscimento della fedeltà durante le invasioni francesi del XV secolo; infatti il motto della città è Fidelitatis in signia e nel 1536, anche se Fossano è occupata dai francesi, questi non riescono a conquistare il castello.
Leggi tutto...
 

A zonzo con il calessino (XXXVIII parte)

E-mail Stampa PDF
CalessinoLa statua della Minerva accoglie i visitatori ed è un simbolo della città di Pavia. È un opera imponente e fu realizzata dallo scultore Francesco Messina nel 1938.
La Minerva, secondo la mitologia greca era la Dea della sapienza, della saggezza e della guerra; virtù proprie della città con la sua prestigiosa Università e la difesa dell'autonomia della città. Infatti ci sono degli aneddoti su questa statua, tra i quali: la Dea tiene la lancia rivolta verso il terreno in segno di eccellenza della cultura a discapito delle armi, anziché verso l'alto quale indicazione di trionfo. Vige negli studenti universitari, quali segno scaramantico evitare di guardare la Minerva negli occhi, pena la mancata conclusione degli studi universitari.
In origine la statua della Dea aveva i seni scoperti, ma la pudicizia di un tempo avevano obbligato lo scultore a coprirla con una placca leggera a forma di mantellina. Infatti il corpo della statua della Minerva è visibile solo nelle braccia e nel viso che è di bronzo, mentre il vestito è di marmo.
La rivalità con la città di Milano è ricordata voltando le spalle alla città meneghina e la presenza dello scudo e della lancia sembra voler controllare e difendere la città.
Leggi tutto...
 

Il mio Piemonte: Carbonara Scrivia

E-mail Stampa PDF
Carboonara ScriviaLa giornata è calda e afosa, il sole con i suoi raggi sembra voglia bruciare tutto ciò che mi circonda, in cielo nessuna nuvola, l'aria sembra rarefatta e anche i passerotti hanno deciso di non uscire dal nido.
In auto mi avventuro tra i colli del tortonese in cerca di fresco. Raggiungo così Carbonara Scrivia, un piccolo Borgo a pochi chilometri da Tortona. Anche qui non trovo la frescura che cercavo, ma decido comunque di fare due passi per il suo centro.
La piccola piazza intitolata monsignor Clelio Goggi in cui parcheggio è già il centro storico del borgo. Su questa ci si affaccia l'austero e magnifico dongione, oltre al moderno edificio comunale, l'ufficio postale, la sede della pro loco e la chiesa parrocchiale di San Martino.
Si hanno poche notizie circa l'origine del toponimo, probabilmente deriva dal fatto che un tempo si producesse carbone, forse già in epoca romana. Più fantasiosa, ma piace di più ai carbonaresi, è l'ipotesi che Carbonara derivi dal francese cher, bon air - cara, buona aria – vicino alla forma dialettale. Il determinante Scrivia che si riferisce al fiume lungo il quale è adagiato il Paese venne assunta dopo l'unificazione italiana.
Leggi tutto...
 

A zonzo con il calessino (XXXVII parte)

E-mail Stampa PDF
CalessinoI calessini corrono ormai verso Pavia e transitiamo attraverso diversi comuni come Ferrera Erbognone. Questo borgo è antichissimo e lo testimoniano alcuni reperti della tarda età del bronzo risalenti al 1300-1200 a.C lungo il corso del torrente Erbognone.
La nascita del borgo comunque si fa risalire all'epoca romana. Infatti il suo toponimo deriverebbe dal latino Ferraria, ossia miniera di ferro, dovute al ritrovamento di ferro presenti nel sottosuolo, almeno così pensano alcuni storici. Altri invece, sostengono che Ferrera derivi da Giove Feretrio, divinità del mondo romano che qui sarebbe stata adorata con particolare intensità. Molto spesso il paese è identificato anche come Ferrera Lomellina, come testimoniato ancora oggi dalla stazione ferroviaria della linea Pavia-Torre Beretti-Valenza-Alessandria, inaugurata nel 1862.
Il borgo si è sviluppato nella tarda età imperiale in quanto a nord dell'abitato correva la via di comunicazione che collegava Ticinum (Pavia) ad Augusta Taurinorum (Torino) nei secoli dell'Impero romano. In epoca longobarda Ferrera Erbognone seguì le sorti di Lomello.
Leggi tutto...
 

Il mio Piemonte: Bra

E-mail Stampa PDF
BraLa giornata è splendida per avventurarsi per le antiche vie del centro storico di Bra, l'occasione mi offre una visita ad amico che da molto tempo non vedo.
Mentre cerco di raggiungere questa cittadina posta all'inizio dei primi rilievi collinari del Roero, faccio un ripassino di storia locale. Le origini e gli insediamenti umani nella zona di Bra sono antichissimi, tanto che la presenza antropica è accertata fin dall'era neolitica. Posta lungo la valle del Tanaro, la città romana di Pollentia l'attuale Pollenzo, che venne fondata alla fine del II secolo a.C., fu un importante centro di traffico commerciale tra i porti liguri e la pianura piemontese. Dopo la battaglia di Pollenzo del 402, quando le truppe romane comandate da Stilicone vinsero e misero in fuga i Goti di Alarico, iniziò la decadenza di Pollentia e i suoi abitanti furono costretti a spostarsi verso l'altopiano dell'odierna Bra, ritenuto più sicuro.
Il nuovo borgo iniziò a prendere consistenza dall'inizio del V secolo d.C. intorno agli edifici religiosi di Sant'Andrea "Vecchio" e di San Giovanni "Lontano".
Bra fu assoggettata ai Savoia nel XII secolo dove signoreggia la famiglia De Brayda che prende il nome dal borgo. Mentre il nome del borgo Brayda dovrebbe derivare dal longobardo che indica una masseria con annessi terreni.
Leggi tutto...
 

Il mio Piemonte: Castelspina

E-mail Stampa PDF
CastelspinaIl sole è già alto, ma oggi non devo andare tanto lontano, pertanto posso prendermela con calma ed assaporare i profumi e i colori della primavera che stanno arrivando.
Sono poche le decine di chilometri che devo percorrere per raggiungere il piccolo Borgo di Castelspina e lo faccio agevolmente. Il Borgo è tanto minuto che decido di parcheggiare nella piazza antistante il Palazzo Comunale e girare l'intero abitato a piedi.
Le origini di questo piccolo Borgo della pianura alessandrina, sembrano risalire al periodo medievale, tra il XII e il XIII secolo. Dai primi documenti il territorio risulta appartenere al vicino comune di Gamondium, ossia all'odierno Castellazzo Bormida. Il primo atto ufficiale che lo cita risale al 1367 e i primi signori furono probabilmente i Malvicini. Ma la sua storia è strettamente legata al Castello degli Spina che, secondo alcuni studiosi, venne costruito verso l'anno 1100 in una zona detta Pian Castello, di cui oggi vi sono poche tracce.
Nel XIV secolo nell'ambito delle lotte interne tra Guelfi e Ghibellini passò sotto il dominio dei Visconti. Alla morte di Gian Galeazzo Visconti, sopraggiunta nel 1402 e dopo le distruzioni e i saccheggi del condottiero Facino Cane, subentrarono gli Sforza e poi i Marchesi del Monferrato. Questi ultimi lo cedettero in feudo ai fratelli Feruffini. Tra i diversi feudatati troviamo anche i Visconti e i Guasco.
Leggi tutto...
 

Il mio Piemonte: Salasco

E-mail Stampa PDF
SalascoL'auto corre tra le risaie, sono un continuo alternarsi di laghetti quadrati pieni d'acqua dove le piantine di riso sembrano galleggiare; qui e là ogni tanto una bianca garzetta o un airone cinerino sono in attesa della loro preda.
Il Borgo è tipicamente agricolo, poco distante da Vercelli. Il suo toponimo con il suo suffisso - asco richiama gli insediamenti delle tribù liguri, mentre Sala potrebbe essere di origine longobarda ad indicare un magazzino annesso ad un castello ove la popolazione ammassava i propri prodotti agricoli.
Prima di entrare a Salasco mi soffermo davanti ad un enorme cascina, una parte ancora fortificata. Infatti nella frazione Selve, anticamente sorgeva l'Abbazia fortificata dei Santi Pietro e Benedetto, fondata nel 1101 dal Vescovo di Vercelli. I monaci, che da prima furono chiamati ad abitare il monastero di Selve, furono i benedettini, ai quali nel 1253 succedettero i vallombrosani.
L'attuale chiesa, dedicata alla Santissima Vergine Assunta in Selve, risalente al XVIII secolo, nelle sue forme barocche è, insieme al quattrocentesco complesso del castello a pianta rettangolare con cortile interno, torre quadrata con porta carraia e pusterla, un tempo munita di ponte levatoio, parte di una grande azienda agricola.
Leggi tutto...
 

Il mio Piemonte: Castel Rocchero

E-mail Stampa PDF
Castel RoccheroMentre le nuvole dormono e gli ombrelli sono stati chiusi da poco, con la mia auto sono in viaggio tra le splendide colline dell’Alto Monferrato. Il percorso è affascinante, tra filari di vigne che disegnano antiche architetture e verdi prati da foraggio, interrotti da piccoli corsi d’acqua in fondo valle con alti alberi di noci, roveri, roverelle e macchie arbustive. Dopo una curva, s’innalza davanti ai miei occhi la grande Torre Vinaria, simbolo di queste terre. Un inconfondibile richiamo al lavoro dell’uomo che da tempi immemori cura queste terre e trasforma i grappoli delle viti di Barbera Dolcetto, Moscato o Brachetto in splenditi vini. Questa Torre fu costruita nel 1956 su progetto dell’enotecnico Emilio Sernagiotto ed è una delle ultime tre Torri Vinarie ancora esistenti in Italia. La sua forma tonda e alta si riconosce anche da molto lontano ed ancora oggi assolve egregiamente la sua funzione di contenitore del nettare di bacco, con la sua capacità di 17.850 hl di vino.
Sono ormai una manciata i chilometri che mi separano da Castel Rocchero, giusto il tempo per ripercorrere la storia del luogo. Pare accertato che Castel Rocchero abbia la sua origine come presidio militare, posto a guardia e difesa della via di comunicazione che da Acqui conduce in Valle Belbo. Questa strada è da sempre importante perché unisce i maggiori centri collinari e della pianura, con il mare. Già percorsa in epoca romana non cadde mai in disuso, neppure durante le invasioni e scorribande barbariche. La strada era facilmente controllabile dal castello (castrum), che sorgeva sul punto più alto e scosceso della collina Un tempo il castello era interamente circondato da possenti mura, le cui ultime tracce scomparvero a metà Ottocento.
Leggi tutto...
 

Il mio Piemonte: Costa Vescovato

E-mail Stampa PDF
Costa VescovatoIl cielo oggi sembra un prato azzurro in cui le piccole nuvole, gonfie come la lana delle pecorelle, sembrano correre gioiose. L'occasione è ghiotta per recarmi sui colli tortonesi a visitare un altro ameno borgo del Piemonte.
In auto, percorro strette strade costeggiate su e giù da verdi e lussureggianti colli, attraverso piccoli corsi d'acqua, da ogni lato apprezzo vigne e prati in fiore fino a raggiungere Costa Vescovato.
Già il toponimo indica la posizione geografica del borgo, posto sul crinale spartiacque formato dal corso del torrente Ossona e del torrente Cornigliasca, ma anche la secolare appartenenza all'episcopato di Tortona.
Per raggiungere Costa Vescovato, devo passare da Montale Celli, dove sono obbligato a fermarmi ad osservare sia la piccola località, la sua chiesa, che le belle colline che la circondano, dove i vigneti sono carichi di uve bianche.
Montale Celli è un piccolo centro abitato afferente a Costa Vescovato, già citato nel 1247 come Monte di Cellore e ancor prima, forse, nel 1183 in un documento del comune di Tortona in cui si afferma che i luoghi di Celeri, Ceglie e Cornegliasca, quest'ultima oggi afferente al Comune di Carezzano, dovessero pagare il fodro. Il fodro in epoca medievale era un'esazione in natura, sotto forma di cibo e foraggio, che i privati cittadini o l'intera comunità erano tenuti a versare al feudatario o al Comune.
Leggi tutto...
 

Orsera

E-mail Stampa PDF
OrseraRaggiungo Orsera in croato Vrsar nel mio girovagare è un comune dell'Istria croata. Avevo letto che è famosa per le sue spiagge e le coste frastagliate, ed è circondata da numerose isolette e subito mi accorgo che è anche meta di un turismo internazionale.
La sua storia è molto antica, addirittura risalente all'epoca del bronzo. Infatti vi sono stati ritrovamenti di tre Castellieri dell'Età del Bronzo Medio ed i primi secoli dell'Età del Ferro.
Il suo nome pare derivi da Ursaria che significa sorgente, infatti Vrsar è conosciuta per le fonti d'acqua. Abitata dagli Histri, gli antichi abitanti della penisola istriana, che furono sconfitti dai Romani nel I sec a.C.
Il suo territorio fu abitato in epoca romana e resti di ville, di un molo e di una basilica paleocristiana del IV secolo lo testimoniano. In quel periodo Orsera fu un importante centro commerciale in cui vivevano ricchi aristocratici romani e con la diffusione del cristianesimo nel IV secolo, Orsera divenne un importante centro del primo Cristianesimo. Infatti è stato recentemente scoperto un mosaico policromo pavimentale tardo-antico realizzato nella seconda metà del IV secolo. Le sue dimensioni sono di circa 70 m² di superficie, apparteneva ad un complesso residenziali rurale romano. Si tratta di un mosaico, con tessere di ceramica, di pietra e di pasta vitrea multicolore con raffigurazioni di animali domestici e selvatici, inseriti in un paesaggio di pascoli e boschi. Infatti, oggi come ieri il territorio attorno a Orsera è coltivate a vite ed olivo.
Leggi tutto...
 


Pagina 1 di 32