Blog di Dante Paolo Ferraris

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Educazione

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educazioneQuante volte mi è capitato di ascoltare commenti sui giovani per qualche comportamento sconsiderato! L'espressione generalmente usata è: "È questa l'educazione che vi insegnano a scuola?", attribuendo di fatto alla scuola un compito non proprio, o meglio non esclusivo della insegnamento scolastico.
Infatti la scuola non può essere considerata l'unica responsabile dei comportamento incivile dei "nostri" figli. L'educazione non va circoscritta in limiti di età, tempo o spazio ma tutti giocano una parte rilevante nell'educazione delle giovani generazioni.
La famiglia, il luogo e l'ambiente in cui vivono i fanciulli, i giochi e le amicizie e compagnie che si frequentano sono l'imprinting della nostra gioventù.
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Il mio Piemonte: Moncenisio

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MoncenisioStamattina lo sguardo scivola lontano, mentre il sole sbarazzino si veste di nuvoloni che pare vogliano giocare a nascondino con il sole. La luce rimbalza sui tetti di losa e si perde tra le cime dei monti e le rare chiome degli alberi che esplodono di verde. Abbiamo appena varcato il colle del Moncenisio, è un valico alpino che separa le Alpi Cozie dalle Graie e che unisce la val di Susa, con la regione dell'alta Moriana, compresa nel dipartimento francese della Savoia. Questo territorio era storicamente afferente al ducato di Savoia prima dell'annessione della Savoia alla Francia nel 1860, sembra che il termine Moncenisio derivi secondo la tradizione locale da Monte delle ceneri, a seguito di un incendio boschivo.
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Pronto Soccorso

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Pronto SoccorsoOgni tanto tocca anche al sottoscritto frequentare il pronto soccorso, questa volta non sono io a dover ricorrere alle cure dei sanitari, ma per un amico di famiglia a cui mi sono prestato ad accompagnarlo.
Ogni volta è per me un'esperienza importante, oltre che per l'ovvio coinvolgimento emotivo, per i pensieri e le riflessioni che mi suscita.
In attesa di essere visitati vi è una enorme folla di persone con problemi piccoli o grandi che condividono insieme un lungo, lungo tempo d'attesa.
Noi siamo arrivati alle 10.30 circa, di un giorno infrasettimanale, Federico ha un lungo taglio, sanguinante sulla nuca, causato dalla caduta accidentale, dalla catasta di legna, di un pezzo di tronco da ardere.
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A zonzo con il calessino (IV parte)

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CalessinoVarchiamo il ponte sul Terdoppio, un torrente che scorre in Piemonte e in Lombardia ma che possiamo dividere in due torrenti non più contigui l'uno con l'altro; il Terdoppio novarese e il Terdoppio lomellino, infatti il primo corre parallelo al torrente Agogna. In origine il torrente scorreva dalla sua sorgente, attraversando il medio e basso novarese e la Lomellina, fino a confluire nel Po. In epoca medioevale, molto a sud del ponte tra Oleggio e Momo, a sud-est di Novara, il torrente fu deviato per scopi irrigui, creando un'interruzione a metà del suo corso naturale.
Transitiamo per la frazione Castelletto di Momo, anticamente posta su un rilievo denominato Monteggio; questo insediamento, certamente preromano era posto a controllo del guado sul Terdoppio. Qui vi fu edificato un castello, documentato nel 1337, collocato di fianco alla chiesa di Santa Maria Assunta.
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Un'estate in pantaloncini corti

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pantalonciniQuesta estate, la maggioranza dei maschi ha lasciato a casa i pantaloni lunghi. Perfino in montagna, dove fa un po' più fresco che nella piatta pianura mandrogna, giovani e meno giovani hanno lasciato i jeans negli armadi. Floriana, una collega di lavoro, vedendomi un giorno che ero a spasso in ferie per la città mi ferma è mi fa una lunga filippica sull'eleganza dell'uomo in bermuda e ciabatta, criticando così il mio modo di abbigliarmi nelle torride estati alessandrine.
Nulla è servito spiegare che la maggioranza degli uomini va anche a cena e a far la spesa con i bermuda o i calzoncini corti. Certamente se dovessi andare in ufficio non li metterei mai, non ritenendo scandaloso usarli in ufficio ma sicuramente poco dignitoso.
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A zonzo con il calessino (III parte)

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CalessinoIl primo centro abitato che incontriamo con i nostri rimbombanti Calessini è Oleggio in provincia di Novara. Il passaggio da Lombardia a Piemonte si nota anche dal cambiamento dal materiale costruttivo dei fabbricati, dove il laterizio prende il posto ai materiali prefabbricati e l'organizzazione dei centri abitati mi pare più regolare. La vegetazione che ci circonda è prosperosa e lussureggiante, i campi coltivati sembrano disegnati da antichi agrimensori. Le coltivazioni sono diverse a alternate. Le cascine, che dalla strada possiamo ammirare, evidenziano come l'allevamento bovino da latte sia molto sviluppato. Il centro storico è posto su un modesto rilievo collinare, già anticamente abitato da una tribù degli Insubri, di quella civiltà che oggi gli esperti definiscono di Golasecca.
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A zonzo con il calessino (V parte)

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CalessinoRiprendiamo la nostra "corsa" con i nostri Ape calessino; dopo aver superato il torrente Agogna, transitando per Agnellengo, frazione di Momo e costeggiando l'antico castello con il suo tozzo torrione, che pare ergersi verso il cielo quasi a gareggiare con il campanile della vicina chiesa dedicata ai Santi Nazario e Celso. Ormai i nostri potenti automezzi corrono nelle campagne diretti a Barengo. Da lontano riusciamo a scorgere il centro abitato; il piccolo borgo, sorge a ridosso di una delle dorsali moreniche tra il fiume Sesia e il torrente Agogna, sovrastato dal bel castello quattrocentesco che da lontano riusciamo a scorgere. L'abitato ha sicura origine longobarda, come suggerisce il suffisso -engo, infatti Barengo dall'841 al 969 appartenne al Comitato di Pombia. Il grappolo di case che da lontano sembra coronato da un ampio terreno pianeggiante, è dedito alla coltura del riso, ma si notano anche ampi terreni boscati già sulle prime propaggini collinari. Attraversiamo il borgo che all'inizio del XI secolo è ricordato come abitato da un gruppo di arimanni: si indicava col termine di arimanno (dal germanico Heer - esercito e Mann - uomo), specificamente in ambito longobardo, ogni maschio adulto libero in grado di portare le armi, ammesso per questo a partecipare all'assemblea comunitaria (gairethinx), facendo così coincidere dignità militare e dignità civile.
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Il mio Piemonte: Gavazzana

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GavazzanaLa bellezza della primavera sta nel suo equilibrio e stamattina sta dando il meglio di se. Il fresco venticello accompagna dolcemente la giornata, pare una piacevole carezza e sono sicuro che con il trascorrere del giorno mi offrirà panorami incredibili. Tra sole e nuvole questo giorno sarà luogo di una passeggiata in compagnia di Andrea.
Avevo avuto modo di leggere alcuni appunti e poi un libro di Gian Carlo Vaccari sulla storia del piccolo borgo di Gavazzana, ciò mi spinge a soddisfare alcune mie curiosità, ed eccoci a bordo dell'automobile che ci conduce nel piccolo borgo della marca Obertenga.
Lasciato l'abitato di Cassano Spinola, la strada s'inerpica sui dolci rilievi collinari, e seguito per un tratto il rio Predasso, dove prati e colture collinari s'alternano a ciuffi di alberi che sembrano apparire dal nulla, troviamo ligustri, forsixie e ginestre che colorano le siepi insieme ai primi fiori primaverili che dipingono come una tavolozza i prati. Dopo diverse curve iniziano a vedersi i primi boschi, la strada è costeggiata da case padronali e da sontuose ville con piscine.
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Il Dopo: 28 dicembre 2010 - 7 febbraio 2017 ore 18.06

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il dopoSono passati 2292 giorni dall'inizio della pena infinita, forse di più, dove bugie e false storie si sono spesso accumulate. In quel lungo periodo ho dovuto cambiare modo di vivere, pensare, angosce e paure mi hanno accompagnato nelle mie notti buie. Persone che conoscevo da anni cambiavano marciapiedi pur di non incontrarmi e fare almeno un finto saluto.
Impossibilitato ad organizzare la mia vita, ho perso tempo prezioso e occasioni per costruire il mio futuro, i miei viaggi, i miei progetti e tutto è rimasto un mero elenco di desideri. Ma sono stati anche momenti di crescita, ho trovato nuovi amici, ho perso amicizie e ciò vuol dire che lo erano solo per opportunità. Ho scoperto nuovi mondi, ho compreso cosa avevo perso correndo appresso a cortigiani. Ho potuto e saputo mantenere un ideale per il quale ho costruito e impegnato buona parte della mia esistenza. E se invidie, gelosie, malevolenze hanno costruito dubbi e rancori, ho vinto la battaglia con la schiettezza, la caparbietà e l'umiltà di uno che non ha mai ceduto a compromessi.
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Il mio Piemonte: Balzola

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BalzolaEd eccolo il sole e con lui il caldo, è arrivata la primavera. Si vedono in lontananza i profili dei monti imbiancati dalla neve, mentre il verde degli alberi torna brillante, incorniciato da un cielo azzurro. Pochi ingredienti per far sorridere gli occhi ed elevare l'umore. Raggiungiamo con Andrea il confine tra le province di Alessandria e Vercelli, tutt'intorno a noi i campi allagati, dove da decenni viene coltivato il riso. La nostra strada pare una striscia asfaltata davanti a noi, che vuol tagliare questa grande laguna fatta a quadretti e solcata da profondi canali. Il sole crea incredibili rifrazioni di luce con le poche costruzioni che si ergono sopra le acque. Il nostro borgo d'arrivo pare un isola lambita dalle placide acque delle risaie.
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Il mio Piemonte: Portula

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PortulaSpalancate le palpebre, aperte le finestre, il sole che ha da poco fatto capolino sta già ruggendo, la mente non è ancora totalmente sincronizzata, ma basterà un caffè per riallineare tutti i pensieri. La caffettiera sbuffa già, l'aroma del caffè inonda la cucina. La domenica è il giorno migliore per cambiare aria ed andare visitare luoghi sconosciuti. Voglio farmi spingere dal vento e raggiungere la Val Sessera il prima possibile, per gustarmi con gli occhi splendidi panorami e magari fare anche due passi tra i prati in fiori.
Non usando nessun navigatore satellitare, debbo aggiustarmi con le cartine stradali, ma questo non mi impedisce di raggiungere Portula.
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