Blog di Dante Paolo Ferraris

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Luci ed ombre a Torino (XLVI parte)

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Peter MinusMentre mi incammino per via delle Tre Galline, cerco nella mia mente tutti i film da me conosciuti in cui vi siano scene girate al mercato di porta palazzo o al Balon e mi sovvengono: Vincere, film storico del 2009, diretto e sceneggiato da Marco Bellocchio; Razza Selvaggia di Pasquale Squitieri, del 1979 che narra la Torino vista dagli immigrati, sospesi tra illegalità e lotta per far valere i propri diritti; girato al Balon invece Ritorno a se stesso, film amatoriale muto di Fernando Cerchio, del 1934 ambientata nella Torino anni 30 del XX secolo, iI film racconta di un calzolaio del Balôn, umile venditore di scarpe usate; Italia a mano armata del 1976 regia di Marino Girolami, il film poliziesco inizia proprio con immagini di porta Palazzo; l'episodio del frigorifero del film di Monicelli Le coppie del 1970 dove la protagonista, interpretata da Monica Vitti, per pagare le rate del frigorifero si prostituisce sotto la tettoia del mercato dei contadini a porta Palazzo; Stanno tutti bene del 1990 di Giuseppe Tornatore; invece in Libero Burro del 1999 di Sergio Castellitto, alcune scene sono state girate oltreché a porta Palazzo anche all'arsenale della pace, il protagonista è un "terrone" estroverso, simpatico e pieno di idee in cerca di fortuna a Torino.
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Alla scoperta del "Body Shaving", il nuovo trend estivo maschile

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body shavingNon ho molto tempo nè denaro per permettermi delle ferie in luoghi di villeggiatura. Ogni tanto, mi concedo la libertà di una fuga al mare o in montagna, una giornata di relax, poche ore lontano da casa.
In una di queste giornate, passate in un'amena cittadina ligure di villeggiatura, passeggiavo contemplando il cielo terso su un mare che sembrava un tavolo da biliardo. Lo sguardo cadde sui bagnanti, giovani ed anziani che si divertivano e si "rosolavano" sotto un cocente sole. Mentre i bambini giocavano sul bagnasciuga costruendo castelli di sabbia, non lontano dagli sguardi attenti di mamme e nonne, signore attempate che si dilettavano in frivole letture rosa sotto gli ombrelloni colorati, sdraiate comodamente vicino al consorte.
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Io Nerd di prima generazione

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sapiosexualsI mutamenti generazionali, le mode, i trend dei costumi sono talmente rapidi che spesso non riesco a starci dietro. Sarà l'età, sarà che i mutamenti generazionali sono talmente concitati, tanto da sovrapposi che finisco di comprenderne una che già s'affaccia un'altra tendenza. Nella mia piccola cittadina trovi ancora i lumbersexual, gli ubersexual e fanno ancora furore i metrosexual. S'intravedono timidamente i primi gender fluid e gender variant, tutti stili di vita basati sugli aspetti fisici. Ma finalmente trovo consolazione anche io che posso solo autodefinirmi un "nerd di prima generazione". Infatti sui socialnetwork di massa, timidamente ultimamente, hanno fatto la comparsa i "sapiosexual". Parrebbe una buona notizia anche per noi diversamente belli o affascinanti o più chiaramente definiti "cessi" per i maschietti e "cozze" per le femminucce.
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Luci ed ombre a Torino (XLIV parte)

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Petunia DursleyRiprendo la mia passeggiata verso via Milano. Mi fermo all'angolo tra l'attuale via Milano e via Corte d'Appello dove una volta c'era una pietra lucida, levigata dall'uso, era il "masso dei falliti". La gogna per i debitori e i banchieri. Gli insolventi erano fatti sedere sulla dura pietra, e dopo la lettura della sentenza e della condanna il debitore veniva fatto sbattere con il sedere sulla pietra, tra il pubblico ludibrio.
La storia ci racconta che il termine bancarotta, nasce dalla rottura della panca di legno che a colpi di sedere il fallito doveva rompere per ripetere simbolicamente il suo reato.
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La rivoluzione della pancetta

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pancettaUna giornata sul lungo mare di Varazze, era quello che mi serviva per dimenticare i problemi del mio quotidiano.
Non ho nessuna intenzione di scendere in spiaggia, io e l'acqua del mare abbiamo un grandioso e bellissimo odio-amore. Il mare e la spiaggia mi attirano tantissimo ma in contemporanea l'acqua mi fa assai paura, una fobia che mi porto appresso da piccolo e che non sono mai riuscito a vincere. Eppure tante volte sono stato in spiaggia, ma raramente mi sono allontanato dal bagnasciuga. Comodamente seduto osservo i bagnanti e non posso non commentare tra me e me, una tendenza, ancora in voga e di cui le riviste patinate di gossip, ne fanno purtroppo ancora grande pubblicità. Si, parlo degli uomini che amavano ed amano ancora mostrare un addome tartarugoso. Passi per i giovani ragazzi e i virgulti ma, l'ho sempre ritenuto ridicolo soprattutto per quelli della mia età.
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La terra degli dei (IV parte)

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greciaRiprendiamo il nostro viaggio nel Peloponneso centrale. Vogliamo attraversare tutta l'Arcadia per raggiungere Nauplia. È un territorio montuoso, dal clima aspro e poco adatto all'agricoltura. La piccola strada passa attraverso un paesaggio ameno, abitato per la maggior parte da pastori e da contadini. È un terreno scarsamente coltivato se non con brevi appezzamenti di cereali e vite. È un paese montuoso, dalla terra chiara che contrasta con l'ombra di lecci e di altri poveri arbusti che fanno da corona alla nostra strada. I rari cartelli stradali indicano gli abitati di Langàdia, Levidi, Saliva e Tripoli. La strada è un biscione d'asfalto pieno di curve, attraversata da diverse mulattiere.
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Luci ed ombre a Torino (XLV parte)

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Susan BonesPercorrendo via della Basilica, nell'isolato Santa Chiara mi ritrovo davanti al maestoso, quanto decadente portone di Palazzo dei Cavalieri. Questa costruzione comprende anche la Basilica Mauriziana e l'ospedale Mauriziano. L'edificio è stato costruito verso il 1575 per ospitare i locali di rappresentanza dell'ospedale.
Dopo il trasferimento dell'ospedale in altro luogo, nel 1890, Lorenzo Rivetti realizzò la galleria commerciale Umberto I, con negozi al piano terreno e i magazzini al primo piano. Dell'antica struttura rimangono il palazzo dei Cavalieri e l'antica farmacia posta nella galleria. Quest'ultima collega via della Basilica con piazza della Repubblica.
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La fabbrica dietro l'angolo

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solvayHa appena smesso di piovere, il cielo è ancora plumbeo e l'aria è fresca. Le pozzanghere che incontriamo per strada sembrano piccoli laghi, il vento che vi soffia sopra sembra costruire lunghe ed alte onde. Esso ha fatto cadere le ultime foglie, ormai ingiallite da un autunno precoce, accartocciandole lungo il marciapiedi. Non vi è molta coda davanti all'ingresso dello stabilimento. Ci accolgono dei giovani ragazzi, in divisa da custode. Le uniformi sembrano appena uscite dalla sartoria, si nota come questi giovani ragazzi, forse neoassunti, non siano abituati a stare con una camicia inamidata con tanto di cravatta, giacca e per di più berretto con visiera. Ci accolgono con un sorriso e un cordiale benvenuto, consegnandoci una piantina e un programma della visita allo stabilimento.
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Una giornata alla mostra d'arte: Tamara de Lempicka

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Tamara de LempickaLa curiosità è tanta, sia per le recensioni lette, che per il mistero ed ambiguità che esprime la sua biografia.
Ed eccomi sul treno, in un assolato sabato di giugno, diretto a Torino a vedere la mostra dedicata a Tamara de Lempicka, di cui ho sentito tanto parlare.
Palazzo Chiablese che ospita la mostra è uno dei più bei palazzi della capitale subalpina, legato alla nobiltà sabauda e in questo scrigno d'arte hanno voluto creare una galleria in cui poter esporre le migliori opere d'arte esistenti, come la mostra dedicata a Tamara Rosalia Gurwik-Gòrska de Lempicka.
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Luci ed ombre a Torino (XLIII parte)

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George WeasleyGiungo in piazza Palazzo di Città, una volta denominata Piazza delle Erbe, cuore del capoluogo piemontese. Essa è collegata alla vicina piazza Corpus Domini ed è attraversata da via Milano, che si congiunge con via Garibaldi.
L'area urbana su cui sorge la piazza era già importante in epoca romana. Si ritiene, infatti, che coincida al forum dell'antica Julia Augusta Taurinorum, comprendendo anche la piazza Corpus Domini. Sorgeva, come consuetudine, in corrispondenza dell'incrocio del decumanus maximus (ovvero l'attuale via Garibaldi) e del cardo maximus (l'attuale via Porta Palatina).
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Il mio Piemonte: Mergozzo

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mergozzoUna delle poche giornate di svago che mi concedo in questa torrida estate è una passeggiata in un piccolo borgo affacciato su uno splendido lago. Tante volte è stato il luogo di una fuga alla ricerca di relax; le sue stradine possono raccontare tante piccole storie vissute nei miei brevi soggiorni. Storie allegre, spensierati momenti con cari amici e conoscenti, ma anche momenti di tristezza e di angoscia.
Ma amo ricordare il bello della vita e i momenti più tristi perché comunque qualcosa mi hanno insegnato.
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