Blog di Dante Paolo Ferraris

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Aquileia: 28 ottobre 1921 - 4 novembre 2021 (V parte)

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AquileiaRaggiungo il Museo Archeologico Nazionale che si trova nella villa Cassis Faraone e comprende importanti collezioni, statue, suppellettili e ornamenti impreziositi da gemme e ambre. Fantastica anche la collezione di monete. Di grande rilievo è anche la galleria lapidaria, nonché la notevole quantità, tra l'altro di alta qualità dei mosaici pavimentali. All'ingresso trovo gentili ragazze che mi spiegano il percorso che devo fare e cosa troverò. Già l'accesso in questa bellissima villa è assai maestoso con tutte le statue che conserva. Anche nel bel giardino anteriore vi sono diversi reperti, tra cui alti cumuli a forma piramidale di urne funerarie.
Al piano terra del museo l'audio guida mi racconta della città di Aquileia e i reperti che vi sono raccolti rappresentano anche le fasi più antiche della città romana, dalla fondazione nel II secolo a.C, fino alla città in età imperiale. Un intera sala è dedicata all'archeologia funeraria, dove perdo tempo a scoprire le testimonianze del culto dei defunti, come urne cinerarie, gruppi scultorei, stele e ricchi corredi.
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Il mio Piemonte: Coggiola

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CoggiolaOggi mi inoltro per la bella e verdeggiante Val Sessera; sono partito molto presto per raggiungere l'abitato di Coggiola, un vecchio Borgo in cui l'industria del tessile ha fatto la fortuna degli abitanti, in quegli anni in cui il biellese era la capitale dei lanifici e i telai funzionavano con la forza delle acque dei torrenti che tumultuosi scendevano dalle prealpi.
Mentre percorro la strada ripasso mentalmente il significato del suo toponimo, che alcuni esperti fanno risalire all'adattamento di Cozola, da accostarsi al latino volgare Cotius, ossia "monticello sassoso". Ipotesi che potrebbe essere confermata vista la posizione del Borgo. Infatti la località era anticamente attestato come Cozola in un documento del 17 ottobre 1152 con il quale l'Imperatore Federico Barbarossa donava al Vescovo di Vercelli alcune località, tra cui appunto Coggiola. Nel 1243 il legato pontificio Gregorio di Montelongo cedette Coggiola al Comune di Vercelli, assieme ad altri borghi compresi tra il Cervo e la Sesia. Nel 1300 fu infeudata ai Meschiati di Biella.
Non ho trovato molto sulla storia di Coggiola se non il ricordo del disastroso passaggio dell'eretico fra Dolcino che nel 1306 saccheggiò e diede alle fiamme l'abitato. Fu successivamente infeudato alla nobile famiglia vercellese degli Alciati che contribuì alla sua ricostruzione.
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Bergamo (XI parte)

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BergamoLa mattinata si prospetta interessante, il sole la fa già da padrone, la colazione è stata abbondante e coccolato Zori, il bellissimo gatto bianco che mi ha ringraziato con le sue fusa, lascio la mia foresteria e intraprendo una giornata che sarà per me di sicure scoperte. Percorro tutta via di porta dipinta, raggiungo così Piazza mercato delle Scarpe che è già abbastanza trafficata. Non prenderò la funicolare per raggiungere Bergamo bassa, percorrerò via San Giacomo fino a raggiungere l'omonima Porta e scenderò lentamente per via sant'Alessandro. Però voglio fare una breve deviazione in via Donizetti per poter vedere la casa dell'Arciprete. Percorro questa strada e in un piccolo slargo trovo su una bella casa di civile abitazione una lapide che ricorda Giacomo Quarenghi che fu un architetto e pittore, eccellente rappresentante dell'architettura neoclassica che lavorò in Russia a San Pietroburgo, chiamato dalla imperatrice Caterina II.
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Il mio Piemonte: Brovello Carpugnino

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Brovello CarpugninoTorno sul Vergante, in provincia di Verbania per visitare il Comune di Brovello Carpugnino. Un Comune composto da quattro centri abitati: Brovello, Graglia Piana, Carpugnino e Stropino. Questi piccoli Borghi si trovano in posizione privilegiata, posti in aree soleggiate in una vallata percorsa dai torrenti Grisana, Scoccia e Erno Coloria, ricca di verdi boschi.
Brovello è la borgata principale, dove ha sede il Municipio ed è il nucleo abitato posto più a sud. Il toponimo è forse di origine celtica "breuil" che significa bosco. Anche se vi sono stati ritrovamenti archeologici dell'età del bronzo. La prima volta che il luogo viene citato in un documento è nel XII secolo come Broello. Questo era un centro fortificato con un suo castello, distrutto nel XV secolo. In epoca medioevale Brovello e Carpugnino fu parte del feudo del Vergante di Aimone, conte di Vercelli. Nel Quattrocento entrarono tra i possedimenti dei Borromeo.
L'attività più redditizia della zona era la coltivazione della frutta che vendevano o scambiavano con altri prodotti con gli abitanti della costa lacustre.
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Bergamo (X parte)

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BergamoLa Rocca di Bergamo si trova sul colle di Sant'Eufemia, da cui domina la città bassa e la pianura circostante e sguardo arriva fino alla corona delle Alpi Orobie. Questa fortificazione di origine trecentesca, ha ancora oggi un evidente funzione militare che la contraddistinse nel corso dei secoli. Le sue mura, il suo camminamento di ronda e il fabbricato dei bombardieri, raccontano i mutamenti della città, soprattutto le trasformazioni della città tra Ancien Regime e Unità d'Italia.
La costruzione della rocca iniziò nel 1331 per volere di Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia e proseguirono con i Visconti, furono ultimati nel 1336. In particolare Azzone Visconti volle creare opere di fortificazioni non solo a difesa di nemici esterni ma anche contro ogni velleità di ribellione bergamasca. Insomma funse sia come difesa ma anche come strumento di repressione e di controllo del territorio. Nel 1428 alla signoria viscontea successe la Repubblica di Venezia che portò a nuove opere di fortificazione. Al mastio della Rocca furono aggiunti i torrioni circolari, di cui uno ancora oggi lo caratterizza, al suo interno vi è un fabbricato che è la cosiddetta scuola dei Bombardieri ossia la caserma degli artiglieri.
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Aquileia: 28 ottobre 1921 - 4 novembre 2021 (III parte)

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AquileiaSosto ad ammirare il Decumano di Aratria Galla posto a Sud del Foro. Attualmente di questo decumano è visibile un lungo tratto e prende il nome della cittadina aquileiese che finanziò l'opera di lastricatura nella prima metà del I secolo d.C. Il pensiero corre a quanti carri di mercanti vi siano transitati, quanti bambini vi abbiano giocato e quante persone l'abbiano percorsa. Sicuramente l'ha percorsa Attila quando distrusse Aquileia. Infatti la città resistette a ripetute incursioni di Alarico e dei suoi Visigoti ma non ad Attila che entrò nella città il 18 luglio del 452, devastandola. Si racconta che Attila costrinse i legionari che aveva fatto prigionieri a costruire macchine da assedio in uso presso i romani da utilizzare contro le città romane, massacrò o fece schiava gran parte della popolazione.
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Il mio Piemonte: Bozzole

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BozzoleLa giornata non è ancora calda, il sole è alto ed illumina la strada che mi permetterà di raggiungere Bozzole. Il toponimo si presta a varie interpretazioni, dalla derivazione dal bosso, un arbusto perenne sempreverde delle Buxacee, oppure dalla derivazione dialettale piemontese boza, bosa con significato di piccola pozza o luogo allagato. Altri lo fanno derivare dalla voce bozolus, che significa rovo di macchia di rovo di siepe. Quest'abitato fu più volte ricostruito in zone diverse a causa delle continue inondazione del vicino fiume Po, che costrinsero gli abitanti a spostarsi. Ciò non toglie che il territorio fosse già abitato nel 1149 come traspare dai documenti dell'archivio capitolare di Vercelli. Presenze romane dapprima e longobarde poi, sono segnalate non molto distanti da Bozzole.
La storia di Bozzole risulta ovviamente legata al periodo feudale, tra i quali il Comitato di Lomello, poi alla famiglia dei Conti di Cavaglià, dai Marchesi di Monferrato e nel 1214 i del Carretto, stirpe aleramica, ne furono investiti con titolo signorile. Diverse altre casate si susseguirono nel corso dei secoli.
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Aquileia: 28 ottobre 1921 - 4 novembre 2021 (IV parte)

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AquileiaRaggiungo così l'ingresso del porto fluviale ed inizio a percorre la Via Sacra. Questo bellissimo viale alberato è una suggestiva passeggiata archeologica. Infatti questo bel percorso, assai frequentato, posta all'ombra dei cipressi collega il Porto Fluviale all'area della Basilica. La via fu realizzata negli anni Trenta del XX secolo e costeggia il porto fluviale romano di Aquileia.
Il porto sorgeva sull'antico corso del fiume Natisone-Torre, che in questo punto raggiungeva una larghezza di quasi cinquanta metri, mentre ora è un rigagnolo con acqua di risorgiva. Il porto di Aquileia era disposta lungo la sponda occidentale della confluenza del grande fiume che collegava con il mare aperto. Questo ruolo ebbe una grande importanza commerciale e la merce maggiormente che arrivava o partiva era olio, vino, granaglie, pelli e bestiame oltre a schiavi. Lo scavo estensivo del porto monumentale venne portato avanti tra il 1926 e 1931.
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Il mio Piemonte: Albera Ligure

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Albera LigureLa primavera è una delle stagioni che amo di più, lascia alle spalle il freddo inverno e non sei ancora costretto a trovare un luogo per goderti un po' di refrigerio. Nelle giornate primaverili quando ti permettono di goderti un po' di sole, puoi, dalla pianura alessandrini, volgere lo sguardo alle montagne che la circondano, dove trovi ancora la neve sulle Alpi e gli splendidi panorami degli Appennini.
In auto mi dirigo verso la Valle Borbera; risalgo la vallata lungo una strada provinciale che si snoda tortuosa tra fitti boschi e radi versanti sassosi. Raggiungo così Albera Ligure.
Diverse sono le ipotesi circa lo studio del toponimo. Infatti alcuni studiosi lo collegano ad "albero", mentre altri lo fanno derivare da Albaria o terra albaria, che potrebbe indica i luogo di ritrovo dei maggiorenti per trattare affari di comune interesse di tutta la valle, considerato che il Borgo si trova al centro della Valle Borbera. Un ultima ipotesi la fa derivare dal nome del torrente Albirola, un affluente del Borbera, che separa l'abitato principale in due.
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Riflessioni

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ViùSono davanti alla finestra dell'albergo in alta valle di Viù e aspetto che cadano i primi fiocchi di neve.
La neve ❄ non è il mio ambiente ideale ma comunque mi affascina sempre. E da dietro al vetro rifletto su molte cose, forse è l'ambiente solingo, caldo e tranquillo che mi porta a pensare liberamente.
Ormai sono 41 anni che mi occupo di protezione civile; iniziai con il terremoto in Irpinia nel 1980 e avrei voluto l'anno precedente partecipare alle attività di assistenza umanitaria per i boat people vietnamiti, ma ero minorenne e non me lo consentirono. Studiai anche quell'evento con attenzione, in un periodo in cui non esisteva internet e dovevi documentarti su libri e sui giornali.
Ho fatto di quella passione un lavoro. Dalle prime emergenze come volontario a quelle fatte come professionista per decine di pubbliche amministrazioni, MAE e DPC. Ho viaggiato per il mondo senza vederlo perché era sempre solo una calamità o una guerra a chiamarmi per portare soccorso, assistenza o solo consulenza umanitaria.
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Il mio Piemonte: Trarego Viggiona

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Trarego ViggionaOggi voglio tornare a Trarego Viggiona, un piccolo comune montano situato in posizione soleggiata sui monti che si affacciano sul Lago Maggiore. Ci andai in ripetute occasioni quando un militavo in Associazione di volontariato della mia città, che aveva ereditato una casa e insieme ad altri volontari dovemmo sgomberare l'edificio. Mi sono sempre ripromesso di tornarci ed oggi è la giornata giusta per tornarci.
Il Comune si compone di tre piccoli centri: Trarego, Cheglio e Viggiona. L'obiettivo è di visitare i tre borghi e seguire la strada che lo raggiunge. Unisce i borghi e prosegue fino al Passo di Colle, a oltre 1200 metri, per poi ridiscendere in direzione sud verso Verbania.
Lascio così il lago che ho lungamente costeggiato e che in una bella giornata soleggiata come oggi è veramente fantastico. Inizio ad arrampicarmi sulla montagna, su una strada irta e con molti tornanti. Il paesaggio ai lati della strada è molto bello, sia per i panorama che si apre sul lago, sia per il verde dei boschi che accompagnano la strada.
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