Blog di Dante Paolo Ferraris

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Il "bikini bridge": una nuova inquietante mania

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Bikini BridgeNon c'è mai fine alle peggiori mode ed ora si sta diffondendo una tendenza nuovissima attraverso i social network chiamata "bikini bridge", ovvero quello spazio che si crea tra lo slip e il corpo quando le anche sono sporgenti, così da far sembrare il micro slip "bikini" sospeso in aria, come un ponte. Purtroppo non è solo una moda adolescenziale ma anche di donne mature e sposate con tanto di prole al seguito, che amano pubblicare sui social network le immagini in cui il "ponte" è ben visibile. Queste amanti del "bikini bridge" spopolano su Instagram, ma anche su molte pagine di Facebook e l'hashtag #bikinibridge di twitter è assai diffuso e utilizzato.
La definirei una nuova ossessione social, che per carità a noi maschietti fa solo piacere, come un collirio rinfrescante per la vista, un tonico per il cuore o una fiala di adrenalina per rinverdire e riscoprire passioni sopite.
L'autoscatto o il selfie su una spiaggia o in piscina, indossando un costume a due pezzi, è tutto quello che serve per fare un Bikini Bridge e postarlo su un social network a caso.
Lo scatto fotografico del "bikini bridge" stimola un gioco di immaginazione che ti fa vedere o meglio immaginare tutto il resto, e se la donna lo fa per mettersi in mostra con noi maschietti, generalmente ci riesce, oltreché raggiungere lo scopo di fare irritare le amiche.
Questa nuova, almeno per me, pazza tendenza voyeuristica nata tra le adolescenti, ha contagiato immediatamente tutti, favorita dall'interesse di vip quali attrici, cantanti, stiliste e famose top model che l'hanno trasformata in una vera ossessione. A colpi di like su Facebook, cercando nuovi seguaci, l'hanno altresì trasformata in una competizione tra il gentil sesso per accaparrarsi ammiratori virtuali, regalando ai maschietti questi bellissimi sexy scatti che credo facciano arrabbiare le premurose mamme e storcere il naso agli psicologi, preoccupati di un possibile incitamento alla magrezza. Non oso pensare lo stato d'animo dei fidanzati gelosi che vedono regalati agli sguardi del mondo di Internet questi sexy autoscatti delle loro pulzelle.
Certo che chi non possiede un corpo statuario, magrezza, ventre piatto e senza un filo di grasso, pelle liscia, soffice ed abbronzata, ma anche lucidata con olio di cocco, noce, jojoba ecc. ben si guarda di pubblicare le proprie forme su un social, ma il gettonatissimo selfie, che nasce soprattutto per creare invidia oltre a stimolare desideri reconditi, mette anche in mostra procaci seni nascosti da un sottile velo di costume da bagno.
Bellissime star che hanno fatto subito tendenza voyeuristica sono state la top model Cara Delevingne, la super modella Bar Refaeli, ma anche la ex top model, ora conduttrice TV Heidi Klum e Rihanna che da brave artiste hanno premiato i maschietti, mostrando il loro Bikini Bridge,
Certo questa nuova tendenza di moda può farci piacere e possiamo anche ritenerla innocua, ma è anche una volgare strumentalizzazione del corpo femminile che continua ad essere mostrato dalle stesse donne come un semplice oggetto del piacere e da desiderare, quasi mercificandolo, anche a scapito della propria salute per coloro che in questa gara senza senso si metterebbero a seguire diete "estreme".
Con l'estate questa una nuova moda 2.0 riempirà le bacheche dei social network e vedrà pochi vincitori se non i modelli dei micro slip dei bikini per dimostrare al mondo che si è in cerca di visibilità e che si possiede uno smartphone. Questo telefonino, dotato di macchina fotografica e collegamento internet, che se puntato un po più in alto, non solo immortalano il "bridge", ma anche le morbide "mountain" di cui sono dotate le nostre damigelle. È anche vero che il selfie lascia la forma del dubbio sulla appartenenza dello statuario corpo immortalato, se il viso non è presente nella foto, e quindi temi di correre il rischio di trovarti una persona ad un primo appuntamento diversa da quello che ti aspettavi o immaginavi, rendendo così il bikini bridge un esercizio di sacrificio "triste" ed inutile, sopratutto se si riesce ad ottenere un incontro non virtuale.