Blog di Dante Paolo Ferraris

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La terra degli dei (V parte)

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greciaRaggiungiamo finalmente Nauplia, comune situato nella Argolide del Peloponneso, con alcune decina di migliaia di abitanti. Cerchiamo subito un alloggio per qualche giorno, infatti Nauplia dovrà essere luogo di relax fatto di spiagge, mare e lauti pasti, ma anche luogo di partenza per le nostre scoperte dell'Argolide. Troviamo alloggio in una piccola ed economica pensioncina, proprio nei pressi di Platìa Syntàgmatos, ossia piazza dello Statuto. Una grande camera con tre letti e servizi in camera. Non ci serve di più, visto che passeremo poco tempo in stanza. L'importante è che sia pulita e arieggiata. Andiamo quasi subito alla scoperta di questa cittadina che è stata dal 1829 al 1834, la prima capitale della Grecia indipendente; la capitale fu poi trasferita ad Atene. Secondo la mitologia Nauplia prese il nome dal suo fondatore, Nauplio, figlio del dio del mare Poseidone e della danaide Amimone.
In antichità e fino all'epoca bizantina la città non ricoprì un ruolo significativo. Nel medio evo fu presa dai crociati e fu un feudo franco dal 1210 al 1377, epoca alla quale risalgono la chiesa dei Franchi (Frangoklissiá) e il Castel dei Franchi sulla collina di Acronauplia. In due secoli di dominio franco, la città passò di mano in mano a varie famiglie. All'inizio del XIII secolo fu infeudata ad Ottone de la Roche, condottiero borgognone che nel 1208 viene riconosciuto da Bonifacio di Monferrato, re di Tessalonica, come vassallo e signore d'Atene. Alla caduta del regno di Tessalonica (1224) diviene vassallo del Principato d'Acaia; nel Nauplia passa alla casa di Brienne con Gualtieri VI di Brienne, nobile di origine francese, la cui vita si divise tra la Grecia, la Francia e l'Italia; nel 1356 infine agli Enghien. Nel 1388 Maria d'Enghien, figlia di Guglielmo e vedova di Pietro Cornaro, vendette Nauplia e Argo alla Repubblica di Venezia, che ridisegno il centro abitato e il porto dandole quella attuale graziosa e caratteristica impronta in stile veneziano.
Durante il primo periodo veneziano il governatore fece edificare sull'isola di Bourtzi, di fronte alla città, il castel da Mar, un fortino destinato alla difesa dell'ingresso del porto.
Nauplia fu in mano Veneziana fino al 1715, tranne per un breve periodo in cui fu strappata ai veneziani dagli Ottomani nel 1540 dopo un assedio durato tre anni. Francesco Morosini eletto doge della Serenissima la riconquistò nel 1686, nel corso della guerra di Morea. Nauplia, venne ribattezzata "Napoli di Romània", ed eretta a capitale della Morea e della provincia di Romània, comprendente Argo, Tripoli e Corinto. Morosini diede grande impulso alla città rafforzandone le fortificazioni. Ma purtroppo Nauplia fu fatale per il Morosini, che vi morì il 6 gennaio 1694 a bordo della sua galea in veste di comandante della flotta.
Le opere di ricostruzione e consolidamento, iniziate dal Morosini proseguirono negli anni successivi. I veneziani vi costruirono la chiesa di san Spiridione, la poderosa fortezza di Palamídi e numerose opere militari, tra cui il possente bastione Grimani e la Porta di Terra. Tuttavia queste opere di fortificazione non impedirono ai turchi del sultano Ahmed III, nel 1715 di conquistare la città. Quando gli ottomani entrarono in Nauplia, massacrarono la popolazione civile e l'intera guarnigione veneziana. La sovranità ottomana, poi sancita dalla pace firmata nel 1718 a Passarowitz, una città della Serbia, durò fino al 1829, quando in occasione dell'indipendenza della Grecia Nauplia ebbe l'onore di diventare la prima capitale del neonato stato ellenico. Il 3 dicembre del 1822 fu liberata dal giogo ottomano. I rivoluzionari si erano dati un ordinamento repubblicano interno, sotto la presidenza di Giovanni Capodistria; la sua politica autoritaria e filorussa non piacque e conseguita l'indipendenza, venne assassinato il 27 settembre 1831 a Nauplia all'uscita dalla chiesa di san Spiridione. L'episodio fu il pretesto colto dalle potenze protettrici per ingerirsi nella politica greca ed imporre la monarchia. Di fatto alla neonata nazione fu poi imposto l'istituto monarchico con un re non eletto dal popolo greco ma scelto dal Regno Unito di concerto con i suoi alleati Russi e Francesi. La scelta del sovrano cadde sul principe ereditario di Baviera, Ottone di Wittelsbach, eletto re dei greci a Nauplia nell'Agosto del 1832.
Nei giorni che abbiamo soggiornato a Nauplia abbiamo potuto visitare ed apprezzare il centro storico, che ha un fascino speciale. Passeggiando per il labirinto di stradine, quasi una tessitura tra le case colorate, possiamo vedere imponenti case veneziane e bellissime dimore neoclassiche, con i balconi pieni di fiori. Un gioiello impreziosito qua e là chiese e una moschea. Una cittadina elegante, colorata, rilassata, tutta da scoprire,passeggiando tra le sue viuzze con soste nei caffè con tavolini all'aperto o in una taverna per un pasto più abbondante.
La cittadina sembra uno di quei posti che sembra esistano solo al cinema. Così passeggiando, scopriamo Moschea maggiore; edificio che si prospetta su piazza dello Statuto e che ospitò la prima seduta del parlamento greco. Ma anche, Trianon, uno storico edificio, sempre su piazza dello Statuto, che fu in epoca veneziana un convento di frati francescani cappuccini, poi convertito in epoca ottomana in moschea. Sempre sulla piazza vi sono i Magazzini della flotta veneta. Edificio questo, eretto nel 1713 dal veneziano Agostino Sagredo, come ci racconta una targa marmorea posta sul palazzo. Edificio che funse anche da caserma e quartier generale del comando di Morea '80° squadrone veneto.
Passeggiando per le stradine, gustando un buon gelato allo yogurt greco, possiamo anche vedere il palazzo municipale in piazza dei tre ammiragli Platia ton triòn Navàrchon. Questo è un modesto edificio del 1834 in stile neoclassico a due piani.
Questa cittadina che vi affaccia sul golfo argolico del mare Egeo è il luogo ideale per riposare qualche giorno e godersi la spiaggia. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi, della tranquillità trovata sulla battigia, poca gente, acqua calda e limpida. Uno dei luoghi più movimentati di Nauplia è il lungomare, sul quale si affacciano numerosi locali, assiduamente frequentati dai turisti sia per fare la colazione la mattina che luoghi ideale, la sera per un drink.
Il piccolo porto dei pescatori, è fantastico per osservare i pescatori seduti su cassette di legno o piccoli sgabelli sulle banchine d'attracco dei piccoli pescherecci, che aspettano pazientemente finché non catturano all'amo la preda.
A lungo abbiamo sostato in piazza dello Statuto (Platìa Syntàgmatos), vicino al nostro alloggio. Nella piazza centrale è assai piacevole trascorrervi qualche ora seduti a uno dei suoi locali tradizionali e benché sulla piazza si affacciano numerosi caffè e ristoranti, abbiamo sempre preferito cenare in quelli posti sul lungomare, soprattutto vicino al porto. Ristorantini che principalmente presentavano piatti tradizionali e di pesce, o come il souvlaki di pesce o carne, tzatziki, salsa a base di yogurt, aglio e cetrioli e l'horiatiki, tipica insalata estiva che unisce pomodori, cetrioli ben freddi e croccanti, cipolle, olive, feta, crostini di segale, e origano selvatico, il tutto condito con sapore intenso dell'olio extravergine di oliva.
Proprio da questo idilliaco villaggio, tutti i giorni si partiva per visitare le più importanti città dell'antica Grecia.



Fine V parte.