Blog di Dante Paolo Ferraris

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Il mio Piemonte: Alzano Scrivia

E-mail Stampa PDF
Alzano ScriviaLa mattinata oggi si presenta con una luce soffusa e calda, eppure l'inverno non è ancora passato. Gli alberi sono avvolti in questa strana atmosfera dove non si percepiscono nemmeno le loro ombre. La strada provinciale che percorro è piena di buche, segno di scarsa manutenzione e devo percorrerla lentamente. Ciò mi permette di osservare cosa mi circonda e le diverse sfumature che il sole crea giocando con i colori. Non vado molto lontano da casa e quindi mi prendo il tempo necessario. La pianura è normalmente intensamente coltivata a prodotti ortofrutticoli. Molti sono gli appezzamenti di pioppi, con i loro fusti alti e snelli penetrati stamattina una un fitta luce che con l'umidità del mattino mi offre particolari sensazione, grazie ai disegni e i colori delle chiome degli alberi.
Il borgo che visiterò è Alzano Scrivia, piccolo centro situato a poca distanza dalla confluenza tra il Po e lo Scrivia. Scarse sono le notizie relative alla storia di questo borgo di poco più di un centinaio di abitanti. Il borgo si chiamò semplicemente Alzano fino al 1925 e dal 1928 al 1946 fu unito alla vicina Molino dei Torti in un unico comune chiamato Molino Alzano. Il toponimo qualcuno lo fa derivare da Acianum, vale a dire "villa di Atius" , presumibilmente un nobile romano, quindi si ipotizza vi fosse una curtes o anche villa ossia un azienda agraria di medie o grandi dimensioni. Divenne poi Atianum, Curtis Acianico, Acianim e infine Alzano.
Il paese è menzionato per la prima volta in un atto ufficiale del 18 aprile 973 quando il prete Roprando acquistò dal marchese Lamberto la curtis di Acjani. Il borgo fu nei secoli infeudato a diversi nobili e al Comune di Tortona, ma fu possedimento anche di molti monasteri come quello Cistercense di Lucedio, il monastero di Castiglione nel parmense e del vescovo di Tortona. Non fu mai un borgo molto popolato, forse si arrivò a qualche centinaia di abitanti. Le abitazioni erano per la maggior parte costruite nei pressi dl castello o rocca. Ciò soprattutto per difendersi dalle molte scorrerie della soldataglia al seguito delle armate. Alcune fonti recano notizia dell'esistenza, nel 1127, ad Alzano, di tre chiese, dedicate rispettivamente a San Giovanni, San Michele e alla Natività di Maria. Delle prime due, non si conosce nemmeno l'ubicazione. Parcheggio in piazza, quasi a ridosso del palazzo municipale. Adolfo, è il Sindaco di questo piccolo borgo della bassa Valle Scrivia, lo conosco da parecchio tempo, ed ho sempre apprezzato l'amore che porta verso questo piccolo borgo. Dal palazzo sventolano le bandiere italiana e piemontese e vicino alla porta d'accesso, due lapidi ricordano due alzanesi illustri e benemeriti.
La piazza occupa lo spazio del castello o rocca che fu proprietà della famiglia dei Torti e che furono gli ultimi signori di Alzano. La Rocca, fu abbattuta nei primi anni del 1824 ed il materiale recuperato fu utilizzato per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale dedicata alla Natività di Maria Vergine. Questo castello fortificato fu oggetto di diversi assedi, il più famoso fu quello della metà del XVIII secolo quando fu conquistato dagli spagnoli. Nei pressi della piazza e quindi a ridosso ove insisteva il castello, vi è la chiesa Parrocchiale dedicata alla Natività di Maria Vergine, costruita sul luogo ove sorgeva già la cinquecentesca chiesa di cui si fa menzione già nel 1127, sempre dedicata alla Madonna. La chiesa della Natività di Maria Vergine fu edificata a partire dal 1846. La facciata della chiesa, con tetto a capanna è rivestita in marmo, scandita da quattro lesene ioniche, sorreggenti il frontone triangolare. Presenta al centro il portale d'ingresso con un bel timpano e sopra una finestra di forma circolare. Il sagrato antistante la chiesa è in un bel ciottolato di fiume. Accediamo all'interno della chiesa dalle forme neoclassiche. Il suo interno a navata unica e pianta rettangolare mi presenta l'ottocentesco altare maggiore in marmi policromi e quattro tele seicentesche, rappresentanti San Sebastiano, Santa Caterina da Siena, Sant'Antonio da Padova e San Gerolamo, ma io rimango particolarmente impressionato dalla tela della Madonna nera lauretana e mi soffermo un po' più di tempo ad osservarla.
Iniziamo ad aggirarci tra le case del borgo, mi piacerebbe scoprire dove nacquero e vissero alcuni famosi alzanesi, come Marcello Giovanni Zampolini, natovi nel 1888 e morto a Lima in Perù nel 1948. Costui fu un famoso Pittore impressionista, soprattutto conosciuto a prezzato all'estero. Era detto "pittore della luce" o "El mago dela Luz" e le sue maggiori opere sono esposte al Museo delle Belle Arti Franklin Rawson a San Juan in Argentina e in varie parti del mondo. Visse per anni in Argentina, dove vi arrivò nel 1910. Ma viaggio molto e dipinse anche paesaggi in Madagascar, Sud Africa, Creta, Borneo. Espose le sue opere in tutte le più importanti capitali del mondo: da Buenos Aires, Mendoza, Rosario, Santa Fe, Panama, Bahia Blanca, San Paolo, Santoz, Pernabuco, New York, San Francisco, Roma, Barcellona, Londra, Parigi, Tokyo, Pechino e al Cairo. È proprio Adolfo ad indicarmi quale è la sua casa natale. Chissà se un giorno qualcuno ricorderà questo illustre alzanese ponendo una lapide sulla sua casa natale. Ma anche Pierfelice Balduzzi, natovi nel 1832, fu letterato e poeta ed educatore. Fu istitutore presso il collegio di Tortona dal 1852 al 1854 ed in seguito insegnò in diverse scuole e collegi. Nel 1872 fu nominato preside del Liceo Ginnasio "Ennio Quirino Visconti" di Roma. Mentre nel 1881 fu nominato Provveditore agli studi di Alessandria. Morì nel 1894 ad Alessandria.
Superata la bella piazzetta dedicata a Papa Giovanni Paolo II con il suo piccolo parco giochi, raggiungiamo via Pierfelice Balduzzi dove ancora esiste, benché leggermente rimaneggiata casa Maggi, antica famiglia benestante alzanese. Tra l'altro a questa famiglia apparteneva l'abate Pier Antonio Maggi che fu consigliere personale di Vittorio Amedeo III. Arriviano in via Scrivia, luogo in cui in caso di piene del torrente, le sue acque lambiscono il paese ma che grazie alla sua posizione leggermente più alta non crea molti danni. È incredibile pensare che fino a pochi secoli fa, questa elevazione era stata creata per salvaguardare l'abitato dalle acque del fiume Tanaro che vi scorreva a poca distanza , creandone un suo alveo. Ed è proprio a poca distanza da questa strada che Adolfo mi indica la casa natale del famoso poeta, ormai profondamente ristrutturata ma che mantiene il fascino del tempo di una casa do campagna. Percorrendo via Megardi, costeggiamo il lungo palazzo della antica e nobile famiglia Megardi, trasferitasi da Padova nel piccolo centro della Bassa Valle Scrivia. Famiglia che diede anche un Sindaco al piccolo paese di Alzano. Tornati davanti il municipio ringrazio Adolfo per la sua compagnia e per avermi dato importanti notizie sulla comunità alzanese.
Dopo una lunga camminata, posto lungo la strada che conduce a Molino dei Torti, trovo il Monumento ai caduti. Questo Monumento è a perenne ricordo dei caduti di Alzano Scrivia nella prima e nella seconda guerra mondiale, si tratta di un obelisco su cippo e presenta una lastra marmorea nella parte frontale con incisi i nomi dei caduti. Fu commissionato alla Fratelli Zanchetta di Pove del Grappa ed eretto ed inaugurato negli anni ‘30 dagli abitanti di Alzano per ricordare i Caduti della prima guerra mondiale. L'obelisco è un monolite in roccia del Carso, scelto per ricordare il sacrificio dei soldati che combatterono e morirono sul Carso. Lentamente rientro verso il centro del paese, oggi il borgo ha una vocazione agricola in particolare ortofrutticola, mentre in passato un importante attività era la pesca. In particolare, Alzano è famosa per la sagra del fagiolo. Il fagiolo alzanese è denominato "Lingua di fuoco" perche si presenta con baccello lungo e tondo di colore rosso in piena maturazione, mentre il sempre è chiaro con striature rosse.
Lascio Alzano Scrivia; la strada è circondata da campi intensamente coltivati i cui colori si accendono grazie alla vittoria del sole sulle nuvole e alla nebbia che ha ravvivato i colori dei panorami che mi circondano.