Blog di Dante Paolo Ferraris

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Luci ed ombre a Torino (V parte)

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Lucius MalfoyCome suo solito devo attenderlo, un'attesa snervante, però la colpa è solo mia e conoscendo il suo imperdonabile ritardo avrei potuto prendermi comodamente un caffè con Hagrid, anziché aspettare oltre un'ora il suo arrivo. Non è una caratteristica propria dei Mangiamorte né dei Mezzosangue, anche se appartenenti alla casa dei Serpeverde, ma Lucius è l'eccezione che conferma la regola.
Le persone che arrivano puntuali o con qualche minuto in anticipo sono generalmente persone precise, calme, ordinate, poco nevrotiche e scarsamente irritabili se non di fronte ad un ritardatario cronico; io non appartengo a queste, non sono mai puntuale ma nemmeno in perenne ritardo. Il ritardatario cronico invece, arriva sempre tardi, anche se ha appuntamenti importanti e Lucius tranquillamente fa attendere chiunque.
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Luci ed ombre a Torino (IV parte)

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Rubeus HagridMi pare già di intravedere Rubeus Hagrid, con il suo passo deciso, venire verso di me. Ad annunciarlo, quasi fosse il suo ciambellano, è la sua immancabile coppola siciliana che non ha nulla a che vedere con la sua terra d'origine, essendo lui proveniente dal Principato Ultra del Regno di Napoli.
Quasi impossibile trovare Rubeus senza coppola d'estate, accoppiata durante l'inverno nei colori e nella foggia a quella del cappotto, rigorosamente scuro e di taglia classica.
La coppola per Rubeus non è un accessorio di tendenza, né deve essere interpretato come si faceva un tempo, in un simbolo di "malandrinaggio". Con Rubeus Hagrid questo particolare berretto è diventato uno status symbol, quasi manifestasse la sua presenza anche quando fisicamente fosse altrove, ciò molto lontano dalla facile ed improvvida equazione coppola-mafia.
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Luci ed ombre a Torino (III parte)

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Minerva McGranittQuesta Piazza da sempre è palcoscenico privilegiato ad ospitare diversi avvenimenti storici e sociali, tra cui comizi elettorali, concerti, manifestazioni politiche e sindacali oltre ai festeggiamenti per i trionfi delle società di calcio cittadine, la Juventus e il Torino, ma anche della nazionale di calcio. Passeggiando sotto i portici con Minerva non possiamo non lanciare uno sguardo veloce ed indiscreto nei cortili dei palazzi che vi si affacciano, sedi oggi di importanti istituzioni economiche e culturali, tra cui Intesa San Paolo (Palazzo Turinetti di Pertengo) ed il Goethe-Institut.
Ma anche altri caffè che si affacciano sulla piazza, oltre al già celebre Caffè Torino e al Caffè San Carlo ci raccontano molto, come la "golosissima" Confetterie Stratta, fondata anch'essa nel lontano 1836, nota in tutta la penisola per i suoi confetti e caramelle. Dietro alla sua austera vetrina e al suo storico bancone, rivive la tradizione dolciaria di Torino.
Ma altresì al Neuv Caval'd Brôns, dove si possono gustare delle vere bontà culinarie, basta lasciarsi conquistare dai pasticcini, dai cioccolatini e dalle confezioni regalo della loro pasticceria e correre con il pensiero al 1948, quando inizia l'attività come Birreria Caval'd Brôns prima di diventare caffetteria qualche anno dopo.
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Luci ed ombre a Torino (I parte)

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Mole tricoloreCon questo mio racconto voglio rendere omaggio, e nel contempo chiedere scusa, ad una città che fino al 2005 consideravo negativamente e per la quale non trovavo mai fine all'elenco dei difetti da additarle. È vero che solo vivendola in prima persona riesci ad essere più obbiettivo e vedere a 360° tutte le sfaccettature di una città metropolitana dai nobili natali, con una cospicua immigrazione, caparbia, testona, ipocrita ed opportunista ma cortese e dai modi gentili. I suoi abitanti sono da sempre additati come "falsi e cortesi" ma sicuramente intraprendenti e alla ricerca continua del compromesso quale strada più facile per non trovarsi nei guai.
Nel simbolico viaggio che voglio intraprendere con questo scritto mi farò accompagnare anche da persone che ho conosciuto e che hanno fatto parte della mia vita nel bene e nel male, comunque i nomi che troverete sono semplicemente di fantasia, in quanto esprimerò il mio punto di vista, che non sempre é benevolo e difficilmente potrebbe essere accettato dai miei fittizi compagni di viaggio.
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Il paradiso è tra il cielo e la terra lambito da un azzurro mare (XVII parte)

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paradisoLa discesa a mare era sicuramente un po' stancante, ma le poche decine di gradini non spaventano di sicuro. Ad attendere i bagnanti c'è una piccola piazzola protetta da una ringhiera e dotata di sdraio a pochi metri d'altezza sul mare. Balconata dalla quale si può godere di tutto il sole desiderato; ma per il sottoscritto, che con il sole non ha molta confidenza, è sempre presente un ombrellone con annesso tavolino e impianto citofonico che mi permette di chiedere a Gigi di portarmi qualcosa di fresco da bere. Ancora qualche gradino e un altra piazzola ti permette l'accesso al mare proprio nel punto dove potevi immergerti in un acqua che ha le sfumature di un profondissimo blu, quasi tendente al nero. Non vi è spiaggia, ma solo roccia dove anche le agavi fanno fatica a trovare spazio per crescere e io oggi non trovo parole per descrivere l'eleganza delle imponenti onde che vedi arrivare dal mare, quasi a formare un inquietante muro d'acqua che sembra sovrastarti. Queste s'infrangono rumorosamente sugli scogli della piccola insenatura, soprattutto nelle giornate ventose e con il mare molto mosso.
Come descrivere la maestosità del mare visto dalla balconata del solarium, da dove si possono ammirare i particolari colori che vanno dal blu intenso al grigio argenteo di quando il sole inizia a calare all'orizzonte. Ma anche il verde smeraldo che per un attimo scorgi sulle creste argentee e schiumose delle sue onde.
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Il paradiso è tra il cielo e la terra lambito da un azzurro mare (XV parte)

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paradiso"Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d'Italia. Nella quale, assai presso a Salerno, è una costa sopra 'l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la Costa d'Amalfi, piena di piccole città, di giardini e di fontane e d'uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatanzia, sì come alcuni altri. Tra le quali città dette, n'è una chiamata Ravello". Con queste poche righe Giovanni Boccaccio a metà del 1300 descriveva la Costiera Amalfitana nella quarta novella della Seconda Giornata del Decamerone. Lasciamo Ravello per raggiungere Conca dei Marini, un paese sparpagliato tra cielo, terra e mare, dove il colore dominante non è l'azzurro del mare ma il verde smeraldo disseminato da puntini gialli della fitta vegetazione posta a terrazzamenti, il verde intenso degli orti e degli alberi costellati da quei puntini gialli che altro non sono che i limoni della costiera.
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Novembre 2012: quando sicurezza del territorio non fa rima con prevenzione

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Albinia: novembre 2012Le immagini che in questi giorni scorrono silenziose e drammatiche sugli schermi dei nostri televisori sono il racconto dei lamenti di sempre, di un territorio devastato da alluvioni e frane. Avvenimenti ormai drammaticamente ordinari ogni volta che sulla nostra bella ma martoriata terra piove un po' di più.
Non è mio compito analizzare il perché ciò accade, sono decine le teorie su cause e concause, tutte valide, tutte con un fondo di verità.
Luoghi come la Lunigiana prima e la Maremma poi, in questi giorni lanciano un rinnovato e drammatico appello ad una maggiore attenzione al territorio. Chiedono, come tutto il resto d'Italia, solo di provvedere ad una maggiore manutenzione ordinaria e alla messa in sicurezza del territorio.
C'è un consumo selvaggio delle superfici a disposizione, denunciano gli ambientalisti, ma c'è anche un incredibile vulnerabilità del nostro territorio con un'espansione esponenziale dei centri abitati in aree da sempre alluvionali.
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Luci ed ombre a Torino (II parte)

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Minerva McGranittTorino è una città discreta, abituata a riservare a sé stessa il godimento delle sue bellezze, ma il fatto che piuttosto insolitamente abbia deciso di mostrarsi al mondo, mette decisamente di buon umore.
Ha tutte le carte in regola e se decidesse di spenderle bene per proporre un modello avanzato di "Made in Italy", in un periodo di crisi come questo, manifesterebbe la sua magia trasformando una crisi in un'opportunità. Tutto ciò dimostrerebbe come la propria cultura sia da anni al servizio dell'innovazione, proprio come il suo tipico di stile di vita.
La storia di Torino è fatta di stagioni che si avvicendano, proprio come quelle dell'anno: letarghi lunghi e grigi come il suo inverno si alternano a impennate solo apparentemente improvvise in un dolce passaggio dalla stagione primaverile alla più torrida estate. Fu promettente castrum romano in epoca antica, in ragione della sua collocazione geostrategica, ma quasi scomparve nel medioevo e non conobbe nemmeno il Rinascimento. Il suo secolo d'oro fu il settecento, grazie a Vittorio Amedeo II, il Savoia che rese Torino capitale di un Regno, grazie all'originalissimo connubio di razionalità e fantasia frutto dell'incontro del nuovo regnante con Filippo Juvarra.
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Il paradiso è tra il cielo e la terra lambito da un azzurro mare (XVIII ed ultima parte)

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paradisoDopo aver percorso le tortuose strade della costiera e sbirciato dietro ad ogni curva per cercare nuove meraviglie che non ti vengono mai a mancare, finalmente raggiungiamo l'ultima tappa del nostro viaggio, il "paese verticale", così come viene amabilmente definito Postano. In effetti sembra che, sia visto dal mare che dalla strada panoramica, tutto il paese stia effettivamente in piedi addossato alla montagna e che le case, addossate l'una contro l'altra con le facciate dai colori pastello, si aiutino a salire verso il cielo.
Già anticamente abitato da una colonia romana è da sempre luogo, pur tra gli altri e bassi, di elegante villeggiatura. Ho sempre amato percorrere le sue "scalinatelle", sbirciando tra le porte degli antichi e bellissimi giardini che fanno da accoglienza ai lussuosi alberghi, tutti angoli suggestivi che non possono non attrarre l'attenzione.
Positano insieme a Ravello è stato sicuramente il motore della rinascita turistica di tutta la costiera amalfitana e nel correre degli anni sono riusciti anche ad imporre la "moda positano", uno stile tipico e riconoscibile di manifattura gioiosa e solare, che attrae con i mille colori rubati alla natura l'occhio attento della moltitudine dei turisti che percorrono le sue stradine ed i vialetti.
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Il paradiso è tra il cielo e la terra lambito da un azzurro mare (XVI parte)

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paradisoUn fiordo nell'italico Mediterraneo, quasi un angolo di Norvegia, questo è l'insenatura di Furore, una profonda ferita nella costiera lungo la quale scorre talvolta placido talvolta rombante e tumultuoso il torrente Schiato che scende dal monte Agerola.
Le case ed i piccoli terrazzamenti che compongono il paese sono abbarbicati agli strapiombi dell'orrido e paiono quasi incassati tra le rocce che risulta difficile capire come raggiungerli.
Li in fondo un piccolo gruppo di case, leggermente rialzate dal piano terreno, addossate alla montagna rifrangono la loro immagine nella lucente sabbia della piccola spiaggia.
Qua e là sparsi sulla sabbia o addossati alle piccole abitazioni, piccoli gozzi da pesca, reti stese ad asciugare al sole e un gruppo di intrepidi bagnanti che si immergono nelle limpide acque del fiordo.
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Il paradiso è tra il cielo e la terra lambito da un azzurro mare (XIV parte)

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paradisoRavello, Raviello in salernitano, è un grazioso comune di poche migliaia abitanti. Per raggiungere questo ridente paesino si deve ripercorrere la strada che da Castiglione di Ravello risale la pittoresca "Valle del Dragone" e il territorio che compare davanti ai nostri occhi è caratterizzato da abitati sparsi ricchi di limonaie e vigneti.
La città di Ravello si trova su di una ripida rupe ad un'altitudine di 315 m slm; sovrasta Atrani e Minori e gode di una famosa vista panoramica sul Mare Tirreno e sul golfo di Salerno.
Situata di fronte alla cittadina di Scala, il cui confine comunale coincide col corso del Torrente Dragone, raccoglie una storia interessante, piena di avvenimenti e ricca di scrigni di cultura e tradizioni diverse.
Ai giorni d'oggi, Ravello è un famoso centro turistico, scoperto e frequentato da numerose personalità di ogni arte, attratte dal suo richiamo intellettuale e dal fascino delle sue architetture e delle sue famose ville.
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