Blog di Dante Paolo Ferraris

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Dietro le quinte di Cuba (X ed ultima parte)

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Cuba (04/2010)Difficile non ricordare a Cuba la storia dei "Balseros" o "zatterieri", una storia che si ripete da quasi cinquantanni cioè da quando iniziò il "conflitto" tra Cuba e gli Stati Uniti.
I primi esodi da Cuba verso gli USA si hanno nel 1959, insieme agli esiliati politici, lasciano Cuba, la borghesia cubana che si era arricchita grazie al giro di affari della "mafia" dell'Avana. L'arrivo dei comunisti cubani significava la perdita dei loro ricchi possedimenti e le ville del Vedado. Questi profughi si rifugeranno quasi tutti a Miami dove costituiranno una potente lobby politica, (la fondazione nazionale Cubano-Americana), con l'obiettivo di rientrare a Cuba e tornare in possesso dei beni confiscati e riprendere i loro traffici, spesso illeciti.
Un'altra ondata di rifugiati si ebbe nel 1980 quando una massiccia richiesta di richiedenti asilo pervenne all'Ambasciata peruviana all'Avana. Questa richiesta di esodo creò dapprima nel Governo cubano un senso di frustrazione, costringendolo a concedere circa 120 mila permessi di espatrio, ma si dice anche che questa enorme cifra di esuli permise allo stesso Governo di liberarsi di molti malati di mente, criminali ed individui ostili al regime.
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Commiato dal Comitato Regionale CRI Piemonte

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CRIQuesta è la mia lettera di commiato. Sono stati questi ultimi cinque anni, per me, veramente entusiasmanti, ho conosciuto molte persone, tanti volontari e dipendenti di questa Associazione operosi e onesti, ho altresì conosciuto persone con cui mi sono confrontato anche intensamente, ma dal cui confronto è nata stima e considerazione. Ho conosciuto persone che non avrei voluto conoscere, ma anche tante persone che avrei voluto conoscere meglio.
Insieme a questi, abbiamo dato una nuova veste alla nostra Associazione a livello regionale, abbiamo costruito insieme momenti aggregativi di discussione e di svago, con voi abbiamo rilanciato un'immagine di una associazione attenta e vicino al bisogno, insomma tanto è stato fatto ma altresì tanto si deve ancora fare.
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L'era della contaminazione

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copertinaCosa ha in comune la Coca-Cola con la Croce Rossa e la Fiat con la Caritas?
Esistono delle relazioni tra il volontario e il lavoratore?
E se il volontario è anche persona che lavora in un azienda, può portare nella sua organizzazione alcune esperienze maturate durante le attività di volontariato o viceversa, può contribuire al successo della propria associazione attraverso la professionalità e l’esperienza maturate in azienda?
Questo libro scritto con l’amico Gianluca Cravera, cerca di fornire una risposta a questi quesiti proponendo un approccio manageriale che si basa sulla contaminazione delle competenze, delle esperienze e delle passioni.
Molti dei modelli sperimentati nel settore for profit possono essere applicati in quello non profit e viceversa.
Per competere in un era complessa non è pensabile separare le discipline, è necessario “contaminare” i saperi per essere in grado di affrontare scenari difficilmente prevedibili.
Lupetti Editore - ISBN: 978-88-8391-245-0
 


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