Blog di Dante Paolo Ferraris

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Luci ed ombre a Torino (XII parte)

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Vincent Tiger e Gregory GoyleRaggiungo così una delle piazze più famose di Torino, che da sempre è chiamata Piazza Carlina anziché utilizzare il suo vero nome di Piazza Carlo Emanuele II; credo che ormai i postini si siano adattati a questa doppia denominazione.
Il motivo di questa dicotomia sembra risiedere nella storia della monarchia sabauda. La reggente Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, moglie di Carlo Emanuele II, fece progettare la pianta della piazza da Amedeo di Castellamonte, che la ideò a forma ottagonale. La piazza venne creata nel 1673, in direzione del Po, pensata come spazio pubblico della città nuova. Carlo Emanuele II fu un personaggio molto particolare e attento alla vita di corte, ma contestato e attaccato dalle malelingue popolari per il suo essere troppo effeminato. Si sospettava infatti dei gusti sessuali del sovrano, causa anche il fatto di non essere stato in grado di avere un figlio dalla sua prima moglie Francesca Maddalena d'Orleans. Le maligne voci diedero così vita all'ormai riconosciuto toponimo Piazza Carlina.
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Luci ed ombre a Torino (XI parte)

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Fenrir GreybackLa mia passeggiata continua ritornando sui i miei passi e dopo pochi minuti mi ritrovo in via Roma che come il nome rivela è la principale arteria della moderna Torino post unitaria.
Il primo tratto fu aperto su progetto del Vittozzi fra il 1615 ed il 1619, realizzata per volontà del duca Carlo Emanuele I di Savoia e prese la denominazione di Via Nuova o Contrada Nuova. La via divenne ben presto uno dei principali assi della città; la strada terminava in un'ampia spianata attraverso una la breccia praticata nelle antiche mura romane.
La via venne dedicata a Roma il 29 marzo 1871 e agli inizi del novecento manteneva ancora le sue caratteristiche forme barocche. Tuttavia si presentava molto caotica, trafficata e sporca, animata da numerose bancarelle, antesignane degli attuali negozi di lusso. Si andava creando quindi la necessità di rendere la via più ordinata, fruibile ai viaggiatori sopratutto come via di accesso al centro cittadino per chi scendeva alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Nel 1931 il Comune decise di rinnovare radicalmente la via in tutta la sua lunghezza in base ad un progetto, realizzato da un gruppo d'ingegneri con la consulenza tecnica ed artistica dell'Arch. Marcello Piacentini, che vide il suo completamento nel 1937.
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Luci ed ombre a Torino (X parte)

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Pomona SproutLascio Piazza Solferino proprio all'incrocio tra via Pietro Micca e via Cernaia, di fronte alla Fontana Angelica, dove sorge il bel palazzo delle Assicurazioni Generali, realizzato da Fenoglio nel 1909 in puro gusto liberty francese, per entrare in una delle più famose vie del centro storico di Torino. Sotto questo Palazzo, all'angolo con via Botero, una lapide parzialmente nascosta da un edicola di giornali, ricorda Giovanni Moncalvo, un ragazzo appena diciannovenne appartenente alla 47a brigata Garibaldi che qui morì durante gli scontri armati tra partigiani e forze repubblichine, il 27 aprile 1945.
Durante lo scontro il giovane ragazzo, appostato al secondo piano dello stabile, fece fuoco contro gli automezzi dei repubblichini in transito ma le schegge delle cannonate sparate dai blindati nemici lo colpirono all'addome ed al volto. Perì durante l'inutile corsa verso l'ospedale.
Via Pietro Micca ha inizio in Piazza Castello e termina in Piazza Solferino. La matrice architettonica che caratterizza tutta la strada è lo stile eclettico. La via è intitolata al patriota biellese Pietro Micca, soldato del Regio Esercito sabaudo, che sacrificò la propria vita sbarrando il passo alle truppe francesi che assediarono Torino nel 1706.
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Un weekend nel cuore verde d'Italia

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OrvietoLa strada è lunga, il nastro d'asfalto all'imbrunire raccoglie le ombre consumate di una giornata fredda e invernale. Mi fa compagnia in questo viaggio Matteo, una recente conoscenza, con il quale non ho quasi nulla in comune, ma solo un grande affetto che mi stringe a lui. Riusciamo spesso a bisticciare sulle cose più disparate, ma forse è per questo che mi piace la sua compagnia.
Giungiamo ad Orvieto dopo alcune soste nei vari autogrill, che ci hanno permesso di riposarci e distrarci un attimo dalla lunga fila di autocarri e auto che affollano l'autostrada.
Il viaggio, anche se stancante, è volato in fretta grazie anche alla loquacità di Matteo con cui ho chiacchierato tutto il tempo. L'albergo Aquila Bianca è in centro ed è sicuramente comodo per visitare la cittadina che ci ospiterà per due giorni. Il concierge è tutt'altro che socievole, anzi è piuttosto freddino e un po' scontroso. L'albergo è situato nel cuore del centro storico di Orvieto, alle spalle della duecentesca sede del municipio cittadino ed è allocato in un antico palazzo nobiliare con una sala per le prime colazioni finemente arredata in stile fine XIX secolo, realizzata nell'antica sala da ballo. Di particolare fattura anche i corrimano, peccato che la nostra stanza non sia molto grande e che il bagno non sia proprio un esempio di modernità, anzi se ti muovi un po' bruscamente è facile, visto le dimensioni, che inavvertitamente ne smonti un pezzo. Il parcheggio a pagamento è nel piccolo cortile del palazzo, ovviamente non coperto. Ci riposiamo un attimo e ci rinfreschiamo prima di buttarci a conoscere la città della rupe tufacea.
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Luci ed ombre a Torino (VII parte)

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Arthur WeasleyLascio Lucius con la promessa di rincontrarci presto e continuo a percorrere via XX settembre verso la chiesa della Visitazione, tornando a pensare a questo mio ultimo incontro e al mio rapporto con molti Serpeverde. Da loro ho imparato molte cose, sopratutto come essere confidente di tutti, amico di pochi e diffidare di tutti i Serpeverde, proprio per evitare le delusioni provate in passato.
All'angolo con via Arcivescovado incontro Arthur della famiglia dei Weasly, un personaggio che se non fosse stato impiegato al Ministero della Magia, Ufficio registrazione oggetti volanti usati impropriamente, avrebbe sicuramente avuto un futuro come conducente dell'espresso di Hogward, il treno magico che porta gli studenti da Londra a Hogsmeadebe, partendo dal binario 9 e 3/4 della stazione di King's Cross, proprio per il suo amore verso i treni sbuffanti.
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Luci ed ombre a Torino (V parte)

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Lucius MalfoyCome suo solito devo attenderlo, un'attesa snervante, però la colpa è solo mia e conoscendo il suo imperdonabile ritardo avrei potuto prendermi comodamente un caffè con Hagrid, anziché aspettare oltre un'ora il suo arrivo. Non è una caratteristica propria dei Mangiamorte né dei Mezzosangue, anche se appartenenti alla casa dei Serpeverde, ma Lucius è l'eccezione che conferma la regola.
Le persone che arrivano puntuali o con qualche minuto in anticipo sono generalmente persone precise, calme, ordinate, poco nevrotiche e scarsamente irritabili se non di fronte ad un ritardatario cronico; io non appartengo a queste, non sono mai puntuale ma nemmeno in perenne ritardo. Il ritardatario cronico invece, arriva sempre tardi, anche se ha appuntamenti importanti e Lucius tranquillamente fa attendere chiunque.
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Facciamoci prendere in giro

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ItaliaDifficilmente scrivo di politica sul blog ma questa volta proprio non ce l'ho fatta a resistere. Le televisioni, le radio, i giornali, i socialnetwork sono stati invasi di notizie e contronotizie su quanto è accaduto per arrivare all'elezione del Presidente della Repubblica Italiana.
La cosa mi ha da un lato molto divertito e dall'altro mi ha gettato nel più profondo stato d'angoscia, pensando allo stato delle cose nel nostro bel paese.
Praticamente abbiamo assistito all'ascesa all'olimpo del Parlamento del nuovo partito, che non ama farsi chiamare così, ma di fatto lo è, cioè il Movimento 5 stelle, nato sull'onda del disgusto degli italiani sul modo di gestire l'Italia. Movimento sviluppatosi attraverso la rete dei socialnetwork, grazie a Beppe Grillo, comico televisivo, che da bravo istrione ha saputo cavalcare bene il malcontento popolare. Dapprima è riuscito a mettere in crisi i due elefantiaci partiti di centro destra e centro sinistra, tanto da impedirgli di riuscire a formare un Governo che possa ritenersi stabile, poi è riuscito a spiazzare le candidature dei maggiori partiti anche alla presidenza della repubblica.
I fatti così come letti e vissuti sono: Grillo, leader del movimento 5 stelle, propone ufficialmente per il Quirinale lo statista Stefano Rodotà, come miglior candidato immaginabile alla Presidenza della Repubblica.
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Luci ed ombre a Torino (IX parte)

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Draco MalfoyTrovo Draco Malfoy appoggiato alla sua Mini Cooper gialla, con il suo classico atteggiamento altezzoso e "scazzato". Draco è figlio di Lucius ed è un mangiamorte come il padre.
Mi attende in piazza Solferino, una delle "location" predilette dai più grandi registi italiani, come Michelangelo Antonioni, che qui girò nel lontano 1950 alcuni esterni del suo film "Cronache di un amore", con grandi interpreti come Lucia Bosé, Massimo Girotti e Gino Cervi.
Draco è un ragazzo superbo, che ha un'alta opinione di sé, convinto di essere l'unico depositario della verità e che tratta tutti i suoi compagni come inferiori. Sono poche le persone che vengono trattate da lui come suoi pari.
L'ho conosciuto nell'ultimo anno di permanenza a Torino, presentatomi dal maligno in persona, solo che allora non avevo ancora capito chi avevo di fronte.
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Luci ed ombre a Torino (VIII parte)

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Bellatrix LestrangeUn trillo del telefono cellulare modifica il percorso della mia passeggiata a Torino, è un altro Serpeverde che saputo della mia presenza in città avrebbe piacere di rivedermi. Questi "personaggi" sono proprio strettamente collegati tra loro. Vediamo cosa ha dirmi o cosa vuole scoprire di me per farne un nuovo pettegolezzo. Mi dirigo quindi verso Piazza Statuto, luogo dell'incontro.
Camminando, vari pensieri mi sovvengono proprio su questi personaggi che un tempo frequentavo spesso. Dalla loro frequentazione ho imparato che nella vita, da certe persone si può imparare molto: dai mangiamorte ho imparato a non essere come loro.
Questa zona di Torino è veramente una miniera di sorprese, peccato che il turista affrettato passi velocemente davanti ad antiche residenze, piene di storia e di misteri. Transito davanti a diversi e importanti palazzi costruiti in questa zona e provo a descriverne qualcuno.
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Luci ed ombre a Torino (VI parte)

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Lucius MalfoyMentre camminiamo sul marciapiede lasciamo il portone del diavolo costeggiando l'intero palazzo, le nostre voci sono soffocate soltanto dallo sferragliare allegro dei tram in transito, intenti ogni tanto ad evitare, scartandoli come in una partita di rugby, gli altri avventori di strada che con passo veloce e sguardo disattento vogliono andare chissà dove.
Il palazzo oltre la vicenda della ballerina raccoglie anche la raccapricciante cronaca che narra la misteriosa scomparsa di un ufficiale durante l'occupazione francese, anno di grazia 1817. Il Maggiore Melchiorre Du Perril, avrebbe dovuto consegnare dei documenti top secret ma non riuscì MAI ad uscire dal palazzo; venti anni dopo durante alcuni lavori di restauro venne scoperta un'intercapedine contente lo scheletro dell'ufficiale sepolto in piedi con la testa spaccata. la supposizione che si trattasse del Maggiore Melchiorre Du Perril è avvalorata dai pochi brandelli di stoffa di quell'uniforme, rimasti attaccate alle povere ossa.
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Luci ed ombre a Torino (IV parte)

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Rubeus HagridMi pare già di intravedere Rubeus Hagrid, con il suo passo deciso, venire verso di me. Ad annunciarlo, quasi fosse il suo ciambellano, è la sua immancabile coppola siciliana che non ha nulla a che vedere con la sua terra d'origine, essendo lui proveniente dal Principato Ultra del Regno di Napoli.
Quasi impossibile trovare Rubeus senza coppola d'estate, accoppiata durante l'inverno nei colori e nella foggia a quella del cappotto, rigorosamente scuro e di taglia classica.
La coppola per Rubeus non è un accessorio di tendenza, né deve essere interpretato come si faceva un tempo, in un simbolo di "malandrinaggio". Con Rubeus Hagrid questo particolare berretto è diventato uno status symbol, quasi manifestasse la sua presenza anche quando fisicamente fosse altrove, ciò molto lontano dalla facile ed improvvida equazione coppola-mafia.
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